Messina, concluso il restauro della baracca del 1909 all'Annunziata

Messina, concluso il restauro della baracca del 1909 all’Annunziata

Redazione

Messina, concluso il restauro della baracca del 1909 all’Annunziata

lunedì 24 Agosto 2026 - 16:12

Le parti originarie della struttura in legno sono state preservate. Il progetto, nell'ambito del risanamento, continuer in altri luoghi storici

MESSINA – Concluso il restauro conservativo della baracca in legno del Villaggio Annunziata, costruita nell’immediato post terremoto che il 28 dicembre 1908 rase al suolo Messina e causò migliaia di vittime. “La struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Renato Schifani ha fortemente voluto preservare l’alto valore storico e simbolico di una delle rare testimonianze delle baracche in legno realizzate per dare ricovero provvisorio agli sfollati e che poi furono abitate per decenni. Gli uffici diretti dal sub commissario Santi Trovato hanno disposto gli interventi per riportare la struttura, che in oltre un secolo aveva subito alterazioni e superfetazioni, ai suoi caratteri originari restituendole il valore storico”, viene evidenziato in una nota.

Baracca storica all'Annunziata

Gli elementi successivi alla costruzione del 1909 sono stati rimossi mentre le parti originarie sono state oggetto di accurati interventi di restauro. Situata all’interno di una baraccopoli all’Annunziata, la struttura non è stata demolita, “con l’intento di custodire una testimonianza di come, di fronte alla tragedia, i messinesi hanno dato prova di resilienza”.

“Il restauro rientra in un più ampio progetto volto alla promozione della cultura della prevenzione e della formazione di una coscienza civica legata alle radici e all’identità e che coinvolgerà in rete anche altri siti di analogo interesse storico, urbanistico e sociale, come via Macello Vecchio, Parco Magnolia, Parco Salita Tremonti, Anfiteatro di Camaro. A tal fine la struttura commissariale ha condiviso un’intesa con l’Università e il Comune di Messina”, viene sottolineato.

Baracca storica all'Annunziata

L’obiettivo è la fruizione del bene per iniziative di tipo culturale, scientifico, didattico, formativo, occasioni di ricerca e approfondimento su tematiche storiche, di protezione civile e sicurezza del territorio, ed infine l’inserimento in percorsi turistici ed itinerari di visita.

“Con il restauro della baracca in legno si sottrae dall’oblio una parte di storia e di identità che non deve essere cancellata ma tramandata alle nuove generazioni come testimonianza della capacità di una comunità di rialzarsi dalle macerie. Sottratta alla demolizione e recuperata come patrimonio comune la baracca diventa così custode di memoria collettiva”, è la conclusione della struttura commissariale per il risanamento a Messina.

Un commento

  1. Christian Bertuccelli 25 Agosto 2026 09:32

    Spero che, ora che questa importante struttura è stata restaurata, si abbia anche la sensibilità di preservarne il contesto, evitando che venga circondata da nuovi palazzoni popolari e valorizzando, invece, i terreni limitrofi con spazi verdi e percorsi dedicati alla cultura e alla memoria della città.

    Questa potrebbe essere una straordinaria opportunità per i nostri ragazzi. Le scuole potrebbero organizzare delle vere e proprie escursioni didattiche all’aperto, per permettere agli studenti di conoscere la storia di Messina direttamente nei luoghi in cui è stata vissuta.

    Si potrebbe raccontare la storia di questa baracca di legno, spiegando perché, dopo il terribile terremoto, ci fu la necessità di costruire strutture di questo tipo e, soprattutto, raccontare come i messinesi seppero rialzarsi e ricostruire la propria città.

    E proprio in questo percorso si potrebbe far conoscere anche la figura di Santa Eustochia, che visse prima del terremoto (1400 )in una casa vicino la zona della baracca costruita nel 1908 , per concludere poi la visita al MuMe, all’inizio dell’Annunziata.

    Non sarebbe soltanto una semplice gita scolastica, ma un percorso nella memoria, nella storia e nell’identità di Messina. Restaurare un bene è importante, ma valorizzare tutto ciò che lo circonda e trasformarlo in un luogo vivo di cultura e conoscenza lo sarebbe ancora di più.

    2
    0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED