Le indiscrezioni. Tra qualche giorno si conosceranno le scelte "a tempo" del sindaco Basile per i presidenti e consiglieri dei Cda. Decisive le strategie di De Luca, tra novità e figure storiche di ScN. Critiche da "Rispetto Messina"
MESSINA – Manca davvero poco. Da giorni si attende l’ufficializzazione. Per i presidenti e i Consigli d’amministrazione delle partecipate, a Messina, è questione di giorni. Si è verificato uno slittamento e l’annuncio potrebbe avvenire verso la fine della settimana. E sta per terminare la fase degli amministratori unici, pronti alle dimissioni.
Di certo, le scelte del sindaco Federico Basile devono tenere conto degli equilibri in Sud chiama Nord, con l’esercito degli scontenti post voto, e delle strategie del leader Cateno De Luca in vista di regionali e politiche. Da qui l’intenzione dichiarata di varare Giunte e Cda delle partecipate a tempo, per un anno. Su tutto dominano le ambizioni del capo politico soprattutto in chiave siciliana. E le mosse, nel campo dei presidenti e consiglieri e degli assessori, risentono di questo clima. Con la necessità di non perdere pezzi mentre si va alla grande sfida.
Mondello alla guida di Atm
La novità maggiore è (salvo clamoroose sorprese dell’ultimo minuto) la presidenza di Atm all’uomo forte delle amminitrazioni De Luca e Basile: per molti anni assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità urbana, già vicesindaco in due differenti esperienze amministrative, Salvatore Mondello è la nuova guida delll’azienda del trasporto pubblico locale. In generale, dominerà nelle partecipate un mix tra figure storiche di ScN e new entry soprattutto dal centrodestra e che si sono avvicinate alla galassia di Basile e De Luca alle scorse amministrative.
Un mix di new entry e vecchie conoscenze per presidenze e Cda
Niente riconferme per le presidenti di Messina Social City (Valeria Asquini), Atm (Carla Grillo) e Messina Servizi (Mariagrazia Interdonato), fuori intanto dal Consiglio comunale. All’Amam si dovrebbe passare dalla presidenza del neo consigliere comunale e candidato alle Regionali Paolo Alibrandi a quella dell’ex dirigente del Comune Salvatore Saglimbeni. Un’alternativa, come presidenza, potrebbe essere quella dell’ex esponente di Forza Italia, ora coordinatrice provinciale di Sud chiama Nord, Maria Fernanda Gervasi.
In Messina Servizi, con Salvo Puccio (altro uomo forte targato De Luca) già nominato direttore generale al posto di Michele Trimboli, la presidenza dovrebbe andare all’ex presidente dell’Ordine degli avvocati Vincenzo Ciraolo, ex centrodestra.
Alla Patrimonio Messina Spa potrebbe insediarsi l’architetto Francesco Romano, impegnato negli interventi di riqualificazione del Palagiustizia bis e genero dell’avvocato Carlo Autru Ryolo.
Nei Cda, dovrebbero trovare posto gli ex consiglieri Giovanna Crifò (sempre dal centrodestra), Giovanni Donato (dell’area Dc di Giovanni Caruso), Raimondo Mortelliti e l’ex presidente della I Circoscrizione Giovanni Scopelliti, tra gli altri.
Il difficile compito di Basile e De Luca è di far sì che non prevalgano i malumori e di non compromettere gli equilibri in Sud chiama Nord in una fase così delicata, quando ci sono in ballo le campagne elettorali ma anche le esigenze (che dovrebbero essere prioritarie) della città di Messina.
“Rispetto Messina”: “Si premia la fedeltà elettorale e il turnover è ingiustificabile nelle partecipate”
Polemico il Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina”: “Il metodo è sempre lo stesso: le nomine degli amministratori delle società partecipate sono fatte sulla base della ripetuta fedeltà elettorale, a prescindere da competenze specifiche e professionalità. Senza contare che un elemento fondamentale per chiunque sia chiamato a svolgere un ruolo di gestione in strutture che hanno una notevole importanza, quali sono le società partecipate, dovrebbe essere, a rigor di logica, quello di un certo periodo di continuità gestionale, per poter mettere in campo progettualità e programmazione. Invece assisteremo a un turnover ingiustificabile, come se si trattasse di un contratto di lavoro “a tempo determinato”. Perché chi verrà nominato sarà, ancora una volta, sottoposto a un tagliando a scadenza annuale (come le auto da revisionare)”.
Continua il movimento: “Un tagliando che si baserà non sui risultati ottenuti dai presidenti e componenti dei Cda delle partecipate e di altre realtà operative e sulla qualità dei servizi erogati, ma sull’apporto in termini di voti “portati” alle liste espressione del movimento politico Sud Chiama Nord e alla candidatura del suo leader, che, per inciso, non ha alcun ruolo istituzionale né al Comune di Messina né alla Città metropolitana. Ma ancora una volta la storia, o meglio la semplice “cronaca”, si ripete, mentre i cittadini risentono di una serie di disservizi da parte di tutte le società partecipate nei vari settori: dalle carenze delle risorse e dell’approvvigionamento idrico, con villaggi e frazioni lasciati senza acqua per lunghi periodi, o altre zone con l’erogazione limitata solo ad alcune ore, alla sospensione del tram su cui è caduto un velo di silenzio, al caos dei cosiddetti parcheggi di interscambio, ai cumuli di rifiuti e sacchetti di spazzatura ben visibili in molte zone cittadine, alle discrasie dei servizi nel settore dell’assistenza sociale, alla gestione del patrimonio immobiliare che non ha fatto emergere alcuna valenza “realmente sociale”, a causa della sovrapposizione con un’altra azienda comunale”.
“Ma tutto ciò è relativo, perché bisogna gratificare le “nuove alleanze” che hanno portato al recente risultato elettorale, e fare sì che “tutto cambi” sulla carta affinché, invece, “nulla cambi”, con buona pace dei tanti cittadini e cittadine che, in parte, hanno fatto una scelta elettorale in buona fede”, conclude “Rispetto Messina”.

