I lavoratori della Raffineria di Milazzo in sciopero

Dopo l’annuncio shock di Eni di mettere in discussione l’assetto strategico dell’industria chimica e della raffinazione in Italia, FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL hanno proclamato per domani 29 luglio lo sciopero generale nazionale di tutto il gruppo
La giornata di mobilitazione nazionale è stata indetta per gli oltre 30mila lavoratori dell’Eni contro la decisione del gruppo petrolifero di mettere in discussione tutto il settore della chimica e della raffinazione, scelta che comporterebbe la chiusura di cinque raffinerie in tutta Italia.
La protesta sarà preceduta dallo sciopero generale a Gela che CGIL CISL UIL hanno indetto per oggi contro l’ipotesi di dismissione di quella raffineria e per chiedere interventi per lo sviluppo del territorio.
Anche i lavoratori della Raffineria di Milazzo, gestita per il 50% da Eni, hanno deciso nelle assemblee tenute in questi giorni di partecipare all’astensione. Il sito di Milazzo per adesso viene indicato insieme a quello di Sannazzaro (Pavia) tra quelli ancora garantiti, ma forte preoccupazione suscitano le posizioni recentemente rese note da Eni su blocco di investimenti, e le conseguenti scelte di ridimensionamento degli assetti industriali, occupazionali e della politica energetica del Gruppo nel nostro Paese.
Le segreterie territoriali di Filctem-Cgil Femca-Cisl Uiltec-Uil e le Rappresentanze Sindacali Aziendali del sito hanno comunicato che in occasione dello sciopero di 2 ore si terrà una manifestazione presso la raffineria cui parteciperanno anche i lavoratori dell’indotto.