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Dirty Dancing al Mandanici: 32 anni dopo nessuno può mettere Baby in un angolo

Rosaria Brancato

Dirty Dancing al Mandanici: 32 anni dopo nessuno può mettere Baby in un angolo

lunedì 28 Gennaio 2019 - 06:39
Il musical

Quando John, sul finale dello spettacolo, irrompe sul palco e pronuncia la frase “nessuno può mettere Baby in un angolo” e sollevando lo “scricciolo” Frances per ballare sulla note della magica “The time of my life” il pubblico del Mandanici esplode in applausi, canta, si emoziona al ritmo di uno dei film che hanno fatto la storia del musical.

Trentadue anni dopo i “balli proibiti” di Patrick Swayze e Jennifer Gray , la colonna sonora di Dirty Dancing ha ancora la stessa magia e non riesci a stare seduto sulla poltrona, a non farti trascinare in un vortice di sensazioni.

E’ sbarcato a Barcellona, al Teatro Mandanici il musical “Dirty Dancing- The classic story on stage”, il tour che da un paio di anni sta riscuotendo successi in Italia e ricostruisce in modo fedele (forse anche troppo) il film campione d’incassi del 1987. Un Oscar, un Golden Globe, un Grammy, 40 milioni di copie vendute per la colonna sonora per uno dei musical più amati e che continua a “scatenare” il pubblico dei teatri italiani grazie allo spettacolo diretto dal regista Federico Bellone con brani dal vivo, coreografie d’effetto e la speciale supervisione di Eleanor Bergstein (tra gli sceneggiatori del film). Il tour ha incantato le platee dei teatri italiani ed anche se gli attori protagonisti in scena cambiano, l’impatto sul pubblico è lo stesso.

Sul palco rivivono le atmosfere di metà anni ’60, quando lo scontro generazionale era anche scontro tra diverse ideologie ed il mondo si apprestava a cambiare.

Il “villaggio vacanze” dove John Castle, ballerino “bello e dannato” fa strage di donne e “Baby” Frances , impacciata e sognatrice s’incontrano, è l’antesignano dei villaggi turistici attuali, affidati a stuoli di animatori che cercano di cancellare in una settimana pensieri e pene di un anno di lavoro. Il confine del villaggio diventa un “confine” spazio temporale tra la realtà e i sogni, diventa quel posto dove tutto è magia solo per il tempo della vacanza.

Ma i “balli proibiti” rappresenta soprattutto uno spaccato di un mondo che cambia, di uno scontro tra l’ipocrisia della classe borghese e le generazioni ribelli degli anni ’60. La storia d’amore senza tempo di John e Baby ha incantato le generazioni degli anni ’80 e ’90 per il fascino intramontabile del proibito, per la sensualità delle coreografie e per una colonna sonora che resta nel cuore.

Lo spettacolo è fedele nella storia e nei testi al film, riprendendo anche coreografie alcune scene, come quella del passo a due sulle note di Lover Boy, il ballo di Baby e John sospesi su un tronco d’albero e le prove delle “prese” in acqua, o ancora quelle sotto la pioggia.

Più dei testi a trascinare è la musica con una cinquantina di brani tratti dal film (come ad esempio “I’ve Had – The Time Of My Life”, “Hungry Eyes”, “Do You Love Me?”, “Hey! Baby” e “In the Still of the Night)

Continui cambi di scenografia, effetti scenici e musiche incalzanti sopperiscono ad una minor velocità nel testo, eccessivamente pedissequo nel riportare la trama del film originario

Applausi del pubblico del Mandanici per Gianluca Briganti (Johnny Castle dal fisico statuario e a suo agio nel ruolo), Vanessa Innocenti (Frances Houseman “Baby” che si trasformerà in una donna pronta a battersi per le sue idee), Sara Cipollitti (una sensualissima e travolgente Penny) e Simone Pieroni (Dr. Jake Houseman).

Da segnalare le interpretazioni canore di Giulia Sol e Lorenzo Belviso ed un cast di ballerini e cantanti che hanno trascinato il pubblico con applausi e sorrisi: Serena De Giorgi, Tiziana Lambo, Mimmo Chianese, Edoardo Piacente, Russel Russel, Renato Cortesi, Francesco Italiani, Sonia Lynn Jamieson, Davide Venier, Anna Foria, Chiara Allegro e Matteo Sala.

Tra le firme "tecniche" quelle di Morris Faccin (regista associato), Gillian Bruce (coreografie), Roberto Comotti (scene), Valerio Tiberi(disegno luci), Armando Vertullo (audio), Matteo Luchinovich e Virginio Levrio (video e proiezioni), Marco Biesta e Marica D’Angelo (costumi).

La tappa siciliana è promossa da Euphonya Management di Dario Grasso.

Dirty Dancing ha dato il via alla stagione del Teatro Mandanici, come annunciato ad inizio spettacolo dall’assessore alla cultura di Barcellona che si è soffermato su un cartellone interessante, ricco di eventi ed ambizioso

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Un commento

  1. Dirty Dancing è stato il film che in un certo senso mi ha avvicinato al mondo dell’animazione turistica e se è possibile, vorrei approfittarne per fare una riflessione…dato che i mattatori dei villaggi (c’è chi li ama e chi invece li odia) sono comunque gli animatori turistici, dico, vista la situazione precaria a livello occupazione specie dei giovani e visto che non mancano le opportunità di lavoro estivo per gli animatori nei villaggi turistici, allora perché i giovani non ne approfittano?. Tutti sappiamo che nei villaggi lavorano animatori,fonici,Dj, sportivi e artisti vari, eppure nonostante le richieste, sono in tanti i giovani che non considerano proprio l’ipotesi di lavorare come animatori e questo a mio avviso, è un atteggiamento sbagliato.
    Certo nessuno pensa che si possa fare l’animatore per sempre, però con la crisi del lavoro in atto,l’idea di lavorare come animatori turistici, i giovani dovrebbero consideralo come un’esperienza in più ma soprattutto come uno dei tanti mezzi per entrare nel mondo del lavoro. Parlo per conoscenza del settore, da anni collaboro con Animandia.it che opera nel settore dell’animazione ed offre tante opportunità di lavoro in questo campo ed ho conosciuto tantissimi giovani che proprio grazie all’esperienza da animatori turistici, hanno poi avuto l’occasione di fare il giusto incontro e adesso svolgono un lavoro a loro più congeniale.

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