Naxoslegge 2019, anticipazioni e tante sorprese: parla Fulvia Toscano - Tempo Stretto

Naxoslegge 2019, anticipazioni e tante sorprese: parla Fulvia Toscano

Vittorio Tumeo

Naxoslegge 2019, anticipazioni e tante sorprese: parla Fulvia Toscano

lunedì 25 Marzo 2019 - 08:24
Naxoslegge 2019, anticipazioni e tante sorprese: parla Fulvia Toscano

La professoressa e direttrice artistica del festival letterario racconta le novità della prossima edizione e riflette sull’importanza del progetto

Naxoslegge”, kermesse letteraria ideata dalla professoressa Fulvia Toscano, che ne è “mamma” e “madrina” allo stesso tempo, si svolge annualmente ed è diventata un appuntamento irrinunciabile, attesissimo da tutti i lettori ed appassionati del tema, ospitando nomi internazionali del mondo della letteratura e della cultura nel senso più ampio del termine. Anche quest’anno non poteva mancare. Ne abbiamo parlato con la stessa professoressa Toscano, che ha svelato qualche informazione sulla prossima edizione che si svolgerà a settembre del 2019.

La locandina della nuova edizione di “Naxoslegge” in esclusiva per Tempo Stretto

Come è nata l’idea di Naxoslegge?

Naxoslegge nasce con la volontà di creare un festival indipendente, e tale sino ad oggi è e rimane, plurale, nel senso di capace di fornire una visione plurale, ma non per questo qualunquista e generalista, della cultura. Naxoslegge è un festival volutamente “inattuale”, nel senso che non si adegua a mode e tendenze ma, nel suo piccolo, cerca di ascoltare il presente, anche nelle sue espressioni più recondite, proponendone chiavi di lettura, a volte anche scomode o, come oggi si dice, “scorrette”. Non inseguiamo il libro in vetta alle classifiche, ma cerchiamo di promuovere temi e urgenze del contemporaneo, con uno sguardo non nostalgico verso il passato.

Quante edizioni sono state edite?

Naxoslegge giunge alla nona edizione, faticosamente, perché l’indipendenza ha un prezzo. E noi, lieti e consapevoli, lo paghiamo.

Quale è stata l’edizione che maggiormente le è rimasta nel cuore?

Tutte le edizioni sono nel mio cuore e, soprattutto, nella mia mente. Ma se devo proprio selezionare, per motivi fortemente affettivi, devo citare quella dello scorso anno, dedicata al tema Custodire la Bellezza. Il motivo di questa scelta? Abbiamo avuto con noi l’amico prof. Sebastiano Tusa. E questo, credo, possa bastare.

In che modo la rassegna è vista dal pubblico siciliano?

Credo che il nostro piccolo festival, col tempo e la tenacia, si sia ritagliato un suo spazio di pubblico che apprezza la nostra “intransigenza” culturale. Credo che la cultura, pur in questo regno della quantità in cui siamo costretti a vivere, tutto sommato, continui ad esigere la qualità e questo non si occupa e non riguarda I numeri. Tuttavia, anche grazie alla modalità da noi scelta, cioè quella di un evento diffuso su diversi territori e anche nel tempo, Naxoslegge, credo, che oggi sia un progetto culturale riconosciuto e riconoscibile.

È utile per incentivare la diffusione o, per meglio dire, l’educazione alla lettura nel tessuto sociale di riferimento?

Promuovere la lettura è obiettivo primario di Naxoslegge che, non a caso, si rivolge molto agli studenti delle scuole, anzi direi che nasce in e da una scuola, il Liceo Caminiti di Giardini Naxos, dove insegno. Promuovere le buone letture, ecco, non la lettura in astratto. Abbiamo delle idee in merito, che guardano con sospetto al mercato editoriale. Intendo che, per quanto possibile, come detto sopra, amiamo esercitare il diritto alla critica e, quindi, alla selezione.

Guardando ai protagonisti del futuro, i giovani: in che misura hanno partecipato e quali potrebbero essere le strategie per attrarre sempre più lettori, prescindendo quindi anche dall’età?

I giovani non sono una categoria astratta. I nostri giovani, quelli delle scuole, ad esempio, con cui interagiamo, al di là di ogni retorica, necessitano di una costante cura, soprattutto a partire dalla necessità di recuperare una maggiore consapevolezza linguistica. Lo sappiamo bene, noi docenti, che esiste una emergenza che riguarda la lingua italiana nella scuola italiana. Partiamo da questo dato. Poi educhiamo I ragazzi alla critica, al giudizio. Per me partire dai classici è un prerequisito. Il resto a seguire.

Cosa ci riserva la prossima edizione della rassegna? Qualche anticipazione?

La prossima edizione ha già un titolo, ispirato a Esiodo: Le opere e I giorni. Storie di uomini, donne, popoli e memorie. Sarà un’edizione dedicata alla necessità della Storia, dello sguardo sulla storia. Ecco un’altra emergenza nella formazione dei nostri giovani: la quasi, ormai, totale mancanza di prospettiva storica. La scuola delle competenze ha distrutto le conoscenze ed è un genocidio. Ecco perché la Storia. Questo è un anno di grandi anniversari, a cui il festival dedicherà spazio: Fiume, la caduta del muro di Berlino, la rivoluzione in Iran, la prima edizione del testo di Lyotard sulla condizione post moderna e tanto altro. E poi anniversari che riguardano personaggi a cui vogliamo dare spazio, come il decennale della scomparsa di Bent Parodi o l’ anniversario di un poeta straordinario come Bartolo Cattafi o di un intellettuale inevitabile come Aby Warburg e poi i nostri premi, tra cui quello dedicato alle donne che, ovviamente, per questa edizione vedrà in primo piano le storiche. Ancora approfondimenti sul romanzo storico e un viaggio nel mondo degli archivi. Insomma lavori in corso…con tanti amici, solidali e preziosi, senza i quali non potremmo esistere.

Da operatrice culturale dinamicissima e instancabile, da professoressa e da cittadina attiva, ritiene che in un mondo come il nostro in cui talvolta i valori autentici che esaltano lo spirito umano sono obnubilati dalle più banali forme di distrazione, può veramente la lettura e quindi di riflesso la conoscenza cambiare le cose oppure è solo un luogo comune?

Come ho già detto, a mio avviso leggere non basta. Bisogna scegliere e imparare a criticare. Solo con questo esercizio, costante e deliberato, smettiamo di fare retorica sulla lettura e proviamo a ritagliarci una “cittadinanza” attiva nel mondo della cultura. Il resto è mercatura.

Di fronte a queste premesse, non resta altro da fare che augurare un sincero “in bocca al lupo” a tutta l’organizzazione di Naxoslegge.

Vittorio Tumeo

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