No Ponte: "Calabria senza ambulanze, mentre la politica insegue il miraggio del Ponte"

No Ponte: “Calabria senza ambulanze, mentre la politica insegue il miraggio del Ponte”

Redazione

No Ponte: “Calabria senza ambulanze, mentre la politica insegue il miraggio del Ponte”

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mercoledì 17 Dicembre 2025 - 15:46

"La Regione punta tutto sulla "Grande Opera", il governo dirotta 3 miliardi di euro e la Corte dei conti demolisce l'impianto procedurale" sostiene il movimento

REGGIO CALABRIA – Il movimento No ponte all’attacco. “Alla vigilia della discussione sulla Legge di stabilità regionale 2026 e sul Bilancio di previsione, il clima politico in Calabria è tutt’altro che sereno. Il Consiglio Regionale si appresta a varare i documenti contabili della nuova legislatura sotto l’ombra pesante di un paradosso: da un lato, il rilancio propagandistico del Ponte sullo Stretto come “soluzione miracolosa” ai mali storici della regione; dall’altro, una serie di colpi di scena romani che ne minano la credibilità economica e giuridica”.

Continua il movimento: “Il primo scossone arriva dai conti nazionali. Negli ultimi giorni, il Governo ha deciso di stornare circa 3 miliardi di euro inizialmente previsti per il progetto del Ponte, destinandoli alla “transizione energetica delle imprese”. Quella che viene presentata come una semplice riprogrammazione nasconde una realtà più amara per il Mezzogiorno: una fetta consistente di quei fondi era originariamente vincolata al riequilibrio territoriale. Si tratta di risorse che, per legge, avrebbero dovuto colmare il divario infrastrutturale tra Nord e Sud, finanziando scuole, sanità e mobilità locale in Calabria e Sicilia. Invece, sembrano destinate a scivolare verso interessi distanti dai bisogni quotidiani dei cittadini calabresi”.

“A rendere il quadro ancora più fosco è l’intervento della Corte dei conti. L’ennesima bocciatura dell’organo di controllo non lascia spazio a interpretazioni: i magistrati contabili hanno evidenziato gravi violazioni delle normative europee, sia in materia ambientale che nel settore degli appalti. Le “carenze procedurali e giuridiche” sollevate mettono a nudo la fragilità di un’operazione che, secondo i critici, si reggerebbe più sulla propaganda che sulla solidità del diritto”.

Viene sottolineato: “Il contrasto tra il progetto futuristico e la realtà territoriale è brutale. Mentre la politica discute di campate e piloni, la Calabria quotidiana deve fare i conti con:

  • Sanità al collasso: ambulanze che tardano e ospedali depotenziati.
  • Dissesto idrogeologico: strade insicure e manutenzione assente.
  • Emergenza demografica: paesi delle aree interne che si svuotano e giovani in fuga”.

“In un Paese normale – spiegano gli attivisti del Movimento No Ponte Calabria – il Consiglio regionale voterebbe una mozione per pretendere la restituzione di quelle risorse, destinandole a opere immediatamente cantierabili e utili”.

“L’appello lanciato oggi è rivolto a tutte le forze sociali: non abbassare la guardia di fronte a quello che viene definito l’ennesimo “scippo” ai danni del territorio. La battaglia contro il Ponte non è più solo una questione ambientale, ma una rivendicazione di giustizia sociale e priorità politica“.

“Domani, nell’aula di Palazzo Campanella, si capirà se la politica calabrese sceglierà di continuare a inseguire il simbolo del “progresso di cemento” o se avrà il coraggio di pretendere indietro le risorse per far respirare una regione che affonda”, concludono.

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Un commento

  1. Se aspettiamo “un prima però” alle nostre latitudini non sarà mai realizzata alcuna opera e non vi sarà mai alcun progresso. Saremo irreversibilmente condannati alla marginalizzazione. Poi non comprendo cosa c’entra il parallelismo tra ponte e ambulanze

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