L'affondo - Non è l'intelligenza a guidare la politica italiana

L’affondo – Non è l’intelligenza a guidare la politica italiana

L’affondo – Non è l’intelligenza a guidare la politica italiana

venerdì 30 Ottobre 2009 - 08:06

Quali soluzioni propongono Governo e Opposizione per favorire l'integrazione culturale?

Poco meno di venti anni fa, uno storico americano, Francis Fukuyama, pubblicò un libro che fece rumore negli ambienti dotti: “La fine della storia”. Vi era proposta, in forma nuova, un’antica tesi: la storia ha un corso intelligente e le diverse vicende che si susseguono assicurano un progresso crescente. Inoltre – sosteneva Fukuyama -, essendo quello fondato sulla democrazia liberale il modello più evoluto di società, il crollo del muro di Berlino ha segnato la fine della storia intesa come ascesa verso forme socialmente superiori. Purtroppo, nel nostro piccolo, abbiamo l’impressione che stia accadendo il contrario. Almeno nel nostro Paese. Una serie infinita di semplici constatazioni infatti induce a credere che la società italiana sia in rapida involuzione verso la stupidità. Va premesso che, tra le tante definizioni di intelligenza, apprezziamo soprattutto quella che la intende come capacità di prevedere le conseguenze delle nostre azioni, a breve come a lungo termine. In particolare, agisce con intelligenza chi, avendo responsabilità pubbliche, sa preparare un futuro migliore per sé e per gli altri. Ci ha colpito, nei giorni scorsi, il caso dell’introduzione dell’ora di Islam nelle scuole, vista come strumento di integrazione. Ne avevamo discusso qualche anno fa con il Rettore dell’Ateneo peloritano, valutando la possibilità di avviare corsi di formazione per insegnanti di un credo islamico compatibile con la nostra Carta Costituzionale. Era un modo per dare autorevolezza dottrinaria alla componente moderata, sicuramente maggioritaria ma politicamente debole. L’esperimento naufragò a causa delle perplessità giuridiche dei costituzionalisti consultati, ma torna oggi alla ribalta per la proposta del viceministro Urso. Valutiamola guidati da un sano pragmatismo, senza sbandamenti ideologici. Definiamo l’obiettivo con le parole di una persona di sicura sensibilità sociale e grande spessore culturale: –I governi europei devono preoccuparsi maggiormente di assicurare integrazione e convivenza pacifica tra le diverse componenti di una società pluralista; si incontreranno delle difficoltà e sarà indispensabile andare contro la mentalità di alcuni. Ma il raggiungimento della meta è necessario e, se non ci arriveremo, andremo incontro a gravissimi problemi-. Le troviamo ineccepibili e valide per qualsiasi credo religioso. Ora, se l’integrazione tra le diverse culture, in adesione ai valori costituzionali, è lo scopo che un governo saggio e laico si propone, ogni scelta utile a raggiungerlo è una scelta intelligente, mentre tutto ciò che mira a ostacolarlo è stupido. Pur con tutte le cautele del caso, quali la preparazione e l’affidabilità democratica degli insegnanti, la loro condivisione dell’obiettivo, una puntuale verifica dei risultati, etc. L’opposizione arriva da due fronti: c’è chi sostiene che non ce ne sia bisogno, anzi in nome dell’egualitarismo e del relativismo culturale, deve essere eliminato anche l’insegnamento della religione cattolica. E c’è chi crede che sia inutile in quanto il dettato di Maometto è assolutamente incompatibile con i valori della nostra Costituzione. I primi, anime belle, rifiutano l’evidenza dei fatti. Cioè che non è un caso se la democrazia liberale è nata e si è sviluppata in Paesi di cultura illuministica e giudaico-cristiana, che vi sono obiettive difficoltà a conciliare l’esegesi coranica con le nostre convinzioni e, infine, negano l’esistenza di una rete integralista islamica finalizzata al proselitismo e, in alcuni casi, al reclutamento di terroristi. Realtà incontrovertibile, soprattutto nei Paesi di più fermo rispetto per le libertà individuali come la Gran Bretagna. I secondi si infilano ottusamente – e pretendono che lo faccia pure lo Stato – in un vicolo cieco, dal quale si esce solo con il ripudio della democrazia liberale o con la proibizione della pratica islamica in Italia. Se, infatti, sono incompatibili … Soluzione palesemente impraticabile, sia in via teorica che pratica. Conclusione: sotto l’ondata di polemiche, la proposta Urso è stata accantonata. Lasciando ancora una volta centinaia di migliaia di giovani di religione islamica moderata in balia del proselitismo degli integralisti nelle madrasse. E’ intelligenza o stupidità? P.S. la persona di sicura sensibilità sociale e grande spessore culturale è il Cardinale Martini.

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