Confederali e autonomi uniti nel segnalare a sindaco, assessore, commissario e dg dell'azienda movimenti da furbetti intorno alle retribuzioni per il periodo di assemblea permanente
Ricordate il periodo di blocco totale del trasporto, che finì anche sulle pagine del Corriere della Sera? Ricordate l’assemblea permanente dei lavoratori dell’Atm? Qualcuno pagherà, per quel periodo, perché non verrà retribuito. Qualcun altro, invece, verrà pagato perché risulta, dai tabulati, presente in servizio, usufruendo di congedi e permessi vari. E’ quanto denunciano Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Orsa, Cub, Faisa, Cidl e Rsu in un documento che noi abbiamo ricevuto solo oggi (evidentemente non è chiaro il concetto che di fronte al diritto d’informare non dovrebbero seguirsi tempistiche diverse a seconda dell’organo d’informazione…), e che è stato inviato anche al sindaco Buzzanca, all’assessore alla Mobilità urbana Capone, al commissario dell’Atm Manna e al direttore generale Conte.
«Come ampiamente denunciato in diverse occasioni – si legge nella nota, che pubblichiamo integralmente – siamo certi che alla base dello sfascio organizzativo ed economico dell’ATM, ci sia un consolidato sistema di gestione della cosa pubblica fondato su interessi di bottega di varia natura che sfociano inevitabilmente in deprecabili discriminazioni fra i lavoratori, conclamate pratiche di nepotismo e sperpero di denaro pubblico. Appena all’indomani della clamorosa protesta dei lavoratori per le mancate retribuzioni, siamo costretti, ancora una volta, a denunciare una gestione sommaria del personale e delle risorse pubbliche: dai tabulati delle presenze relative al periodo di assemblea permanente, apprendiamo che alcuni dipendenti, prevalentemente di fascia dirigenziale, risulterebbero regolarmente presenti in servizio durante il blocco totale del trasporto urbano. Presenze che saranno retribuite con risorse pubbliche.
Più precisamente, nel Settore Uffici risulterebbero giornalmente presenti almeno 8 dipendenti di area dirigenziale ed alcuni soggetti di parametro inferiore che avrebbero lavorato per gran parte del periodo e rimediato alle residue assenze con permessi e giorni di congedo impropriamente concessi. Lo stesso dicasi per il Settore Esercizio dove si registra la costante presenza di almeno 4 dirigenti, 3 capi linea ed altri dipendenti di parametro inferiore che hanno inteso colmare la perdita economica dichiarandosi presenti in servizio e usufruendo di congedi e permessi che durante i giorni di protesta andrebbero sospesi. Fino a giungere al paradosso di alcuni personaggi che non hanno perso un solo euro nell’arco della protesta, approfittando di permessi retribuiti per cariche elettive, legge 104 e qualche presunta presenza sul posto di lavoro. Mentre i colleghi erano in piazza a rivendicare salario e diritti per tutti.
Nel ribadire che le norme relative alle proteste nel settore dei trasporti prevedono la sospensione automatica di congedi e permessi, si partecipa alle SS.LL. in indirizzo la certezza che durante l’assemblea permanente nessun dipendente ha fornito la prestazione lavorativa, né si ha notizia di lavoratori che hanno avanzato denuncia alle autorità competenti per essere stati impediti dai “manifestanti- a presenziare regolarmente il posto di lavoro. Alla luce dei fatti, oltre all’affronto diretto ai lavoratori che hanno condotto una lotta senza precedenti per rivendicare il diritto al salario per tutti, si concretizzerebbe una gestione illecita delle risorse pubbliche attraverso il pagamento di giornate lavorative mai prestate e la concessione impropria di congedi e permessi finalizzata a favorire economicamente i “soliti noti- che, fra l’altro, presenziavano l’assemblea permanente nei giorni in cui avrebbero dichiarato di essere regolarmente in servizio (vedi filmati DIGOS).
In tema di sperperi non si può evitare il riferimento alla gestione annuale delle ferie, in rispetto del condivisibile principio che le ferie non godute non possono più essere retribuite, nell’ultimo periodo la gran parte del personale è stato posto in ferie d’ufficio(giustissimo), ma anche in questo caso si applicano le regole ad personam. Si ha infatti notizia di alcuni “eletti- che sarebbero esentati da tale norma, tanto da accumulare ferie pregresse superiori alle 200 giornate. Non vorremmo si trattasse della riproposizione di colpi di mano già visti, quando con “taciti- accordi di dubbia regolarità, si bypassavano le norme nazionali per pagare, ai furbi, il congruo bottino di ferie accumulate.
Ci si era illusi che la profonda crisi dell’azienda, sull’orlo del fallimento per gli inspiegabili rossi in bilancio accumulati negli anni; avesse, quanto meno, ridimensionato la politica che tende a gestire “privatamente- le risorse pubbliche e socializzare il debito. Purtroppo non è così, neanche lo spettro del baratro è riuscito ad abbattere il malgoverno diretto da capi, capetti e loro adepti che nell’interesse dell’azienda, andrebbero invitati a fare le valigie anzitempo. Non è possibile far passare il principio per cui gli “scaltri- vincono sempre a spese dei lavoratori onesti, non è più tempo di mezze frasi o timide accuse; per rendere produttiva e salvare l’ATM bisogna asportare il cancro e le metastasi, dal versante sindacale partirà ogni iniziativa per impedire agli autori dello sfascio di completare l’opera distruggendo il futuro dei lavoratori, quelli veri impegnati sul campo, quelli che con impegno e dedizione garantiscono il servizio ai cittadini, quelli che non si nascondo dietro il protettore di turno ed hanno il coraggio di rivendicare il salario con la certezza di aver dato tutto per guadagnarselo.
Nel rispetto della collettività che paga salato un servizio inesistente e dei tanti lavoratori con la coscienza dei diritti e dei doveri che hanno avuto la dignità di sostenere la protesta ponendosi in prima linea e sacrificando gran parte della mensilità, si richiede urgente incontro con le SS.LL. in indirizzo per fare chiarezza sull’increscioso evento e ristabilire la parità di trattamento salariale durante la protesta. In assenza di urgentissimo riscontro per esaurienti chiarimenti, ci vedremo costretti a rivolgerci nelle sedi opportune».
