Oggi è l’unica fonte di finanziamento certa dalla quale attingere, ma ci vogliono i progetti. Da verificare la difficile strada del Fondo di Solidarietà. Raoul Prado: «Impressionato dalla catastrofe, l’Europa farà la sua parte». Entro novembre una prima stima dei danni
Sembra un paradosso, ma siamo costretti a considerare una fortuna l’incapacità progettuale degli amministratori della nostra Regione. Se oggi, a tre anni dall’attivazione dei Fondi Fesr 2007-2013, l’Unione Europea ci dice che sono ancora disponibili circa 270 milioni di euro, lo dobbiamo solo al fatto che, come evidenziato dal direttore generale della Commissione europea Politiche regionali Raoul Prado, in questi tre anni «si è fatto molto poco». Praticamente nulla. Ma tant’è. L’augurio è che la tragedia del messinese risvegli le coscienze e faccia rimboccare le maniche a tutti. Perché oggi non si scherza più: l’Unione Europea è disponibile anche a ri-orientare quei fondi che avrebbero dovuto già essere spesi e, se sarà il caso, «rinforzare» con nuove risorse il programma operativo 2007-2013, ma ci vuole ciò che finora è mancato: i progetti.
Il sopralluogo nei luoghi del disastro prima e la riunione operativa in Prefettura poi hanno consentito ai due dirigenti europei, Prado e Patrick Amblard, accompagnati dall’assessore regionale alla Presidenza Gaetano Armao, di toccare con mano quella che lo stesso Prado non ha esitato a definire «una catastrofe. Sono rimasto impressionato, la realtà, come sempre, è tutta un’altra cosa rispetto ai dossier fotografici e ai rapporti che avevo ricevuto fino a questo momento». L’assessore Armao, che oggi rappresentava anche il governatore siciliano e commissario straordinario Raffaele Lombardo, parla di «grande sintesi collaborativa tra Commissione europea, Stato, Regione ed enti locali, collaborazione che porterà ad individuare quelle forme finanziarie ordinarie e straordinarie che consentano di trovare delle soluzioni».
Tre i motivi che hanno spinto Prado ed Amblard a sbarcare a Messina, spiegati dal primo: «Mostrare la disponibilità della Commissione europea, vedere concretamente e da vicino la situazione, entrare in contatto con le autorità locali per individuare le soluzioni». Con molto senso pratico, Prado va subito al nocciolo della situazione: «Ci sono due possibilità. La prima è il Fondo di Solidarietà, già attivato per l’Abruzzo. Voglio chiarire che si tratta di un fondo per rimborsare le spese dell’emergenza, e non straordinario per gestirne le conseguenze». In questo caso, però, l’Europa dovrà verificare se la “catastrofe” messinese, catalogata comunque come “regionale”, raggiunge quelle soglie minime, di danni e quant’altro, necessarie per attingere al fondo stesso. La seconda possibilità, che poi al momento è l’unica da poter praticare con certezza, «prevede l’utilizzazione dei Fondi Fesr 2007-2013, per i quali, giunti al terzo anno, finora è stato fatto poco. Questa è un’opportunità per rilanciarne l’esecuzione per le spese più urgenti e utili dopo la catastrofe». Somma al momento disponibile: 270 milioni di euro, come detto. Fondo che, però, «potrà essere rinforzato». Niente da fare per quanto riguarda le risorse di Agenda 2000: l’evento si è verificato oltre il limite temporale entro il quale quelle somme erano utilizzabili.
«Sarà necessario mettere su un programma integrato – aggiunge Prado – con una struttura organizzata per far fronte a tutte le esigenze. Una prima reale stima dei danni si avrà in tempi brevi, si pensa ai primi di novembre, nel frattempo proseguirà un monitoraggio continuo, sia qui che a Bruxelles, dei dati in nostro possesso».
(foto Dino Sturiale)
