I tagli alla scuola rientrano in una politica che danneggia lavoratori, immigrati e disoccupati
Manifestare contro la riforma Gelmini per criticare tutta l’azione di Governo. Per i partiti di sinistra l’obiettivo dello sciopero nazionale di venerdì 17 non è tanto mostrare i muscoli contro i tagli al sistema scolastico, quanto opporsi al Governo Berlusconi in tutto e per tutto. Lo si evince dal comunicato di Azione Comunista di oggi a firma del segretario provinciale Giacomo Di Leo.
Riguardo alla scuola, Alternativa Comunista sottolinea che «sono previsti tagli per 8 miliardi di euro, licenziamenti di migliaia di precari (130 mila), maestro unico alle elementari, chiusure e accorpamenti. Mentre con l´espediente della Fondazione si privatizza l´Università. Il quadro è completato dalla Finanziaria triennale, una stangata di 36,2 miliardi di euro, e dalla legge delega sul federalismo fiscale, con privatizzazioni degli ospedali».
Per questo, «dopo la scesa in campo dei precari, degli studenti e dei lavoratori della scuola, dopo il successo della manifestazione antirazzista del 4 ottobre a Roma, è importante lavorare alla costruzione dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base (Rdb Cub, SdL, Conf. Cobas) per il 17 ottobre, anche superando ogni settarismo e convogliando tutte le forze del sindacalismo combattivo alla manifestazione di Roma. Il successo di questi appuntamenti deve costituire l´inizio di un percorso di lotte».
Infine, per partecipare al corteo con lo spezzone del PdAC l’appuntamento è in Piazza Esedra dalle ore 9,00 (davanti alla Basilica).
