Corona: «Traditi gli impegni presi da Lombardo e dai capigruppo». Formica: «Avrà influito la dialettica sulla riforma sanitaria?». Faraone (Pd): «Sventata una sanatoria amministrativa»
«L’accoppiata Pd-Mpa, con il voto palese in aula, è pretestuosa e, soprattutto, è contro gli interessi dello sviluppo sociale e turistico della nostra regione». Ad affermarlo è Roberto Corona, deputato regionale del Pdl, indispettito come del resto tutto il partito dallo stop imposto all’Ars dalla “strana coppia” politica. Grazie ai voti di Pd e Mpa, infatti, è stato rinviato in commissione il disegno di legge presentato nel settembre scorso dal vicepresidente dell’Ars Santi Formica insieme al sindaco di Messina e deputato regionale Giuseppe Buzzanca e a Fabio Mancuso. Due i punti focali del ddl: il procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto; l’obbligo dei comuni di riservare una quota non inferiore al 50% del litorale, da destinare alla fruizione pubblica, anche in caso di rinnovo di concessioni.
Secondo Davide Faraone, rappresentante del Pd nella commissione Territorio e Ambiente, «abbiamo sventato una “sanatoria amministrativa” che avrebbe permesso ad alcuni soggetti privati già individuati di realizzare porti turistici in deroga alle norme vigenti e in barba alle regole della libera concorrenza». Ma Roberto Corona è duro: «Sono stati traditi gli impegni presi dal presidente Lombardo, dalla Conferenza dei capigruppo e, in particolare, è stato disatteso il lavoro unanime della IV Commissione legislativa che, in cinque mesi, ha sviscerato la problematica della portualità turistica e, assieme all’assessore Sorbello, è arrivata a una soluzione predisponendo un disegno di legge organico e unitario».
Non meno tenero Formica: «’Lo stop alla legge sui porticcioli, con il ritorno in Commissione, rappresenta certamente un brutto segnale nei confronti della politica di sviluppo da tutti a parole invocata, ma da molti smentita nei fatti. Non vorrei che questioni, per nulla riguardanti la norma sblocca-porticcioli, ma attinenti invece alla dialettica politica sulla Riforma sanitaria, possano aver influito su questa decisione».
Il sospetto è più che fondato. E’ noto, infatti, lo scontro politico che si sta consumando a Palermo sulla riforma sanitaria, con l’Mpa, Lombardo e l’assessore Russo da una parte e l’asse Pdl-Udc dall’altra, con reciproche accuse di «immobilismo» e quant’altro. Uno scontro che potrebbe portare il presidente della Regione a cercare sempre di più alleanze a “geometrie variabili”. Come quella vista ieri all’Ars.
