Sopralluogo ieri mattina al nuovo canile privato di Castanea. L’assessore intato chiede e ottiene il prelievo di 37 mila euro dal Fondo di riserva del Comune per un servizio al quale erano già stati riservati 13 mila euro
Il servizio accalappiacani costa, eccome se costa. 50 mila euro, per l’esattezza, motivo per cui dovremo aspettarci, da qui a qualche mese, di non vedere più un cane randagio in giro per la città. Questa è la cifra, infatti, alla quale sta ricorrendo l’amministrazione Buzzanca per un servizio che verrà affidato ad una ditta esterna. Inizialmente erano stati stanziati 13 mila euro, ma l’assessore all’Arredo urbano, Elvira Amata, non li ha ritenuti sufficienti, tanto da chiedere, ed ottenere, un cospicuo prelievo di ben 37 mila euro dal Fondo di Riserva del Comune, una sorta di salvadanaio da rompere in casi di necessità.
E a proposito di cani, ieri mattina l’assessore Amata ha effettuato un sopralluogo al nuovo canile che alcuni privati stanno realizzando a Castanea, in contrada Acqua Rasta. Insieme a lei la presidente della Lega Nazionale per la difesa del cane, Ina Mirenda, dirigenti e funzionari del Comune e dell’Asp. Entro la fine dell’anno i lavori saranno completi: la struttura, che potrà essere utilizzata dal Comune, tramite la convenzione con la Lega stessa, offre ampi spazi per ogni cane, sia interno che estero, oltre un solarium, ed un padiglione con uffici per l’amministrazione, ed i servizi accoglienza con servizi igienici e spogliatoi, oltre un deposito per alimenti ed un ambulatorio con due stanze e l’infermeria.
