E' in corso di svolgimento il faccia a faccia tra il sindaco ed i sindacati, che pretendono risposte certe sul futuro dell'azienda.
Mentre all’esterno di Palazzo Zanca continua il sit-in dei lavoratori dell’Atm, il sindaco Giuseppe Buzzanca, proprio in questi minuti, si trova a colloquio con i rappresentanti sindacali.
La protesta al Comune ha come oiettivo dichiarato quello di “richiamare l’attenzione della proprietà e obbligarla all’assunzione delle proprie responsabilità”.
Per grantire il servzio di trasporto pubblico e non creare disagi agli utenti, a piazza Unione europea si sono recati soltanto i dipendenti liberi dai turni di lavoro.
Ricordiamo che la protesta di oggi arriva a 24 ore di distanza dall’Assemblea che si è tenuta ieri mattina dalla 9.30 alle 13.10 presso l’Auditorium di via la Farina e alla quale avevano preso parte i lavoratori, i rappresentanti sindacali (Filt/Cgil, Fit/Cisl, UilTrasporti, Cub/T, OrSa), ed anche i vertici aziendali. Un confronto necessario per fare il punto sul difficile momento gestionale/finanziario che attraversa l’Azienda.
Consentire all’Atm di assolvere ai propri compiti, oppure lasciarla spegnere in queste condizioni. Queste le uniche due alternative che le sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil prospettano per il futuro dell’azienda di trasporto pubblico della città nel documento sottoscritto congiuntamente e inviato al prefetto Alecci. I rappresentanti Testa, Foti e Lasagni hanno poi chiesto con decisione la corresponsione delle mensilità dovute ai lavoratori, giunti al sessantottesimo giorno senza percepire salario. Su questo fronte, il direttore generale Claudio Conte, ha fornito delle rassicurazioni: “Entro la giornata di venerdì copriremo il 60% degli arretrati, ci rendiamo conto che per molti non sarà sufficiente ma al momento non siamo nelle condizioni di potere fare diversamente”.
Ma ciò che preoccupa è il futuro. Sembrerebbe infatti, secondo quanto filtrato da fonti sindacali, che la Regione sia intenzionata a decurtare del 50% il contributo fornito all’azienda Trasporti, a causa dell’inchiesta dello scorso marzo che portò alla notifica di 23 avvisi di garanzia per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata (vedi correlato in basso). Circostanza che renderebbe la gestione dell’Atm ancora più complessa di quanto già non sia. Nel corso dell’assemblea, molto movimentata e partecipata, i lavoratori hanno richiesto a gran voce la presenza del Commissario Straordinario, il quale, nel corso del suo intervento, ha rappresentato una situazione che, al di là delle dichiarazioni, definisce nei fatti lo stato di impotenza dell’attuale dirigenza aziendale. “Continuando di questo passo il destino dell’Azienda non può che essere quello della liquidazione – ha affermato Cristofaro La Corte -. Non faccio una colpa al Comune, ma se non mi vengono dati gli strumenti per potere operare non posso che pensare a rimettere l’incarico”.
In considerazione di quanto sopra, l’assemblea dei lavoratori, “stante l’assordante silenzio dell’azionista unico”, ha tra l’altro formalmente richiesto le dimissioni di La Corte “considerata la sua acclarata impossibilità a mettere fine all’attuale ormai insostenibile situazione di stallo”.
