Oltre 700 utenti si sono divisi: deputato o sindaco. Ma solo 65 condividono la decisione di andare fino in fondo aspettando il giudizio del tribunale. Che potrebbe ancora rivelare sorprese
Giuseppe Buzzanca, alla fine, ha deciso di non decidere. Oggi si gode le ferie (c’è chi dice che anche lui abbia scelto le Eolie come buen retiro), lontano dal frastuono che ancora si avverte a Palazzo Zanca per gli ultimi vagiti di consiglio comunale prima della pausa ferragostana. E apparentemente ancora più lontano da una vicenda che lui, per il momento, considera chiusa: quella del doppio incarico, che con il “giallo” dei dieci giorni sì, dieci giorni no, ha tenuto banco in città fino alla settimana scorsa, quando Buzzanca ha sgombrato il campo dagli equivoci ed ha annunciato la sua decisione: resto deputato, la sentenza del tribunale di Catania sul caso del sindaco di Acicatena mi dà supporto. E gli dà supporto perché “quella” sentenza tira in ballo la famosa leggina che posticipa i tempi della scelta a dieci giorni dopo la sentenza passata in giudicato. Non è un caso che anche questa leggine finirà presto sotto le forche caudine della Corte Costituzionale. Il punto è capire se “quella” sentenza sarà uguale alla sentenza che riguarderà direttamente lui, Buzzanca, da parte del tribunale di Messina. Qui il ricorso non è del primo dei non eletti all’Ars, ma di un “Vincenzino qualunque”. Qui non si chiede la decadenza da deputato, ma da sindaco. Le differenze ci sono. Ma solo dopo il 22 settembre ne sapremo di più.
I lettori di Tempostretto.it da questo punto di vista hanno le idee piuttosto chiare e lo si evince dal sondaggio che volutamente abbiamo lasciato sul nostro sito anche dopo la conferenza stampa di Buzzanca. Avendo ricevuto la notifica del ricorso il 31 luglio, infatti, avrebbe avuto tempo fino a ieri per decidere. Oggi il tempo non c’è più. Ma per ben 703 lettori su 778 votanti, il sindaco avrebbe dovuto scegliere. Secondo il 47,9 per cento avrebbe dovuto optare per la carica di primo cittadino, dimettendosi da deputato. Ma per il 42,4 per cento, ben 330 lettori, avrebbe dovuto lasciare la fascia tricolore, dedicandosi a tempo pieno all’Ars. Irrisoria (8,4 per cento) la percentuale di coloro i quali, di fatto, condividono l’unica decisione presa da Buzzanca. Ossia non decidere.
Cliccando su approfondimento la lettera che l’Associazione -Piccola Comunità Nuovi Orizzonti- ha scritto al sindaco Buzzanca in merito alla vicenda sul doppio incarico
