Stamani nuovo vertice a palazzo Zanca per affrontare le problematiche relative ai canoni degli alloggi affidati agli aventi diritto. Comune ed Istituto Case autonome popolari hanno manifestato la volontà di intensificare i rapporti di collaborazione
Messo sul banco degli imputati per il caso degli alloggi popolari dati in custodia e mai “pagati”(vedi articoli correlati) in quanto privi di contratto di locazione, l’ I.A.C.P difende il proprio operato e respinge ogni accusa.
Nel corso del tavolo tecnico che si è tenuto questa mattina a Palazzo Zanca tra il sindaco Giuseppe Buzzanca, il commissario dell’Iacp, Nuccio Ricciardello, l’assessore al risanamento, Pippo Rao, ed i dirigenti dell’Iacp, Maria Grazia Giacobbe e Antonino Recupero, è stata consegnata all’amministrazione comunale una relazione redatta dal commissario e dagli organi tecnici dell’Istituto in merito alle problematiche sul risanamento e sull’edilizia economica popolare.
“Ciò che si evince in modo inequivocabile – si legge in un documento diramato dall’ IACP al termine della riunione e firmato da Ricciarello – è che all’interno dell’IACP non vi è alcuna traccia di presunta illegalità nella gestione della cosa pubblica”. I pochissimi casi di ritardi nella regolarizzazione delle procedure amministrative sono essenzialmente dovuti a problematiche di natura tecnica per il rilascio delle propedeutiche autorizzazioni. Ed in ogni caso dalla data di ottenimento dell’abitabilità , decorre il termine per il pagamento del canone minimo stabilito fino all’effettiva stipula del contratto di locazione”.
“In merito alla problematica della presunta mancata rendicontazione dei canoni nei confronti del Comune di Messina – scrive ancora Ricciarello – si evidenzia che esistono già agli atti di entrambe le Amministrazioni le convenzioni stipulate tra i due Enti circa la regolamentazione dei rapporti e degli obblighi precisi. In particolare, secondo quanto si legge nel documento, l’articolo 7 riconosce “allo Iacp esclusiva competenza circa la titolarità della gestione degli alloggi della legge sul risanamento, anche in considerazione dell’assunzione del compito di provvedere alla manutenzione straordinaria degli alloggi, in sostituzione dell’Ente proprietario”.Questa precisazione di Ricciarello serve a chiarire un aspetto importante, vale a dire che “l’Istituto nulla deve ad oggi alle casse comunali”.Quanto alla problematica sociale della case Arcobaleno, il commissario passa la patata bollente al Comune, puntualizzando: “ è di sua pertinenza”.
Ma al di là delle difese d’ufficio e dei rimbalzi di responsabilità tra i due Enti, nel corso dell’incontro odierno è emersa la volontà tanto del Comune quanto dell’Istituto Case Autonomo popolari di consolidare i rapporti di collaborazione.
