Duro Corvaja: «Le opere compensative previste non soddisfano le esigenze della città». Capone: «Le somme finora stanziate sono insufficienti». Isgrò: «Il recupero del waterfront prima di tutto. Ma il piano spiagge…»
E’ tornata a riunirsi la commissione Ponte di Palazzo Zanca, e più passano le settimane e più sono le perplessità che ne vengono fuori. Al di là, questo, della posizione in merito all’opera in sé. I dubbi sono altri, sono quelli sollevati dai consiglieri comunali e circoscrizionali nelle varie sedute sulla copertura finanziaria e lo stato d’avanzamento del progetto, ma anche quelli venuti fuori oggi dal primo confronto sul tema con alcuni degli assessori maggiormente interessati. Alla commissione presieduta da Nicola Barbalace hanno preso parte Pippo Isgrò (Manutenzioni e Waterfront), Pippo Corvaja (Urbanistica) e Melino Capone (Mobilità urbana). Il primo ha esaltato l’importanza del recupero del waterfront, che con le opere compensative e in particolare lo spostamento della stazione centrale a Gazzi verrà accelerato, ma ha dovuto dare aggiornamenti non proprio esaltanti sul Piano Spiagge. Lungaggini burocratiche, tipiche di questo come di altri comuni, hanno portato ad una conseguenza che andava assolutamente evitata: il Piano verrà redatto da un commissario inviato dalla Regione.
Corvaja è invece entrato nel merito della delibera sulle opere compensative, affermando che «quelle previste non potranno mai soddisfare le esigenze della città. Questa è una delibera insufficiente politicamente. Si tratta di uno strumento fondamentale che dovrà servire a dare un messaggio politico preciso: le opere compensative non andranno solo progettate ma dovranno essere realizzate prima del Ponte». Insufficienti, secondo Capone, sono invece i 130 milioni di euro previsti dal Cipe per le opere stesse. L’assessore alla Mobilità, inoltre, lancia la proposta di aggiungere altri due svincoli: uno in via Pietro Castelli e uno a Giampilieri.
Gaetano Gennaro del Pd apre un altro fronte di dibattito: «Non vorrei che passasse il messaggio che realizzare il Ponte significherà solo realizzare queste opere. Il Ponte non sarà solo questo, e la città deve sapere cosa comporterà in termini di vivibilità quotidiana». Giorgio Muscolino dell’Udc torna sulla questione waterfront: «Insieme alla stazione centrale bisognerà spostare anche alla marittima, altrimenti il recupero dell’affaccio a mare sarà solo parziale». Da Salvatore Ticonosco (Pdl) arriva l’invito a «fare quadrato, perché la confusione, sul progetto e sulle opere compensative, è tanta», mentre Nino Carreri di Risorgimento messinese solleva uno spunto di riflessione “nuovo”: «Se l’intenzione delle Ferrovie è quella della dismissione, non vorrei che ciò che stiamo programmando serva solo ad accelerare questo processo». Un punto, questo, che potrà essere approfondito il 12 novembre, quando in commissione saranno ospiti Pietro Ciucci, commissario della Stretto di Messina, i rappresentanti di Rfi e dell’Autorità portuale, il sindaco Giuseppe Buzzanca e un esponente del governo regionale.
S.C.
