Il parlamentare regionale del Pid ha inviato messaggi di posta elettronica suggerendo di rivolgersi alla sua segreteria «per maggiori informazioni». Duro l’assessore regionale Russo: «Sarebbe auspicabile che l’on. Catalano rinviasse agli uffici dell’assessorato, non alla sua segreteria»
La notizia è curiosa e “per ora” nulla più. Anche se cela un certo imbarazzo. A molte persone sono arrivate, di recente, e-mail di questo tipo: vuoi avere notizie sul concorso per titoli e esami per una decina di posti di dirigente medico in Sicilia nell’ospedale Papardo di Messina? Per «maggiori informazioni contatta la segreteria politica dell’onorevole Santo Catalano». Si, è proprio questo il messaggio di posta elettronica che il deputato regionale del Pid ha inviato a una serie di persone. In particolare Catalano avrebbe risposto di essere in condizioni di dare delucidazioni sulle modalità di presentazione delle domande, il cui termine scade tra un mese, per il concorso bandito il 20 dicembre scorso e che riguarda la copertura di posti di cardiologi, chirurghi, ortopedici, neurologi, ematologi.
Catalano, si ricorderà, è subentrato a luglio scorso a Fortunato Romano, dichiarato ineleggibile dalla corte di Cassazione perchè non si era dimesso in tempo dal consiglio d’amministrazione dell’Efal, ente per la formazione professionale legato al Movimento Cristiano dei Lavoratori. Il parlamentare è originario di Favignana (Trapani), ha 55 anni, è laureato all’Accademia di belle Arti ed oggi è residente a Milazzo ed è stato eletto nel Messinese. «Ho fatto questa scelta – sostiene – per informare alcuni nostri conoscenti di questo concorso. E’ un modo per fornire un servizio ai cittadini. La mia segretaria si limita a dare indicazioni e chiarimenti del bando pubblicato nella gazzetta ufficiale. Alla stessa maniera – aggiunge – abbiamo dato informazioni su altri bandi come quello che riguardava la ristrutturazione delle abitazioni nei centri storici».
Gelido il commento dell’assessore regionale alla Salute Massimo Russo: «Per non ingenerare il dubbio che possa trattarsi di una impropria “funzione di intermediazione” e che qualche malpensante possa pensare al tentativo di creare una rete di clientele o ancora peggio di canali privilegiati, sarebbe auspicabile che l’on. Catalano sotto la dizione “maggiori informazioni” rinviasse agli uffici dell’assessorato o delle singole aziende».
