In una nota i gruppi consiliari del centrosinistra invitano il sindaco, gli assessori e il prefetto a verificare l’ipotesi della “procedura negoziata” e, in ultima analisi, a mantenere gli attuali livelli occupazionali in caso di nuovo appalto
Licenziamenti pronti e stato d’agitazione già avviato per i dipendenti della Cea (Cooperativa Edilizia Appalti S.C.P.A.). Triste realtà, fotografata dai gruppi consiliari di Palazzo Zanca del Partito Democratico in una nota inviata a sindaco, assessori competenti e prefetto. «La citata cooperativa, – scrivono Felice Calabrò (nella foto) e gli altri consiglieri del Pd – quale consorziata del “Consorzio Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro – Ciro Menotti” di Ravenna, è risultata aggiudicataria del servizio di manutenzione urgente, ordinaria e programmata e di riqualificazione, delle pavimentazioni stradali della rete viaria comunale e delle annesse pertinenze, biennio 2008-2009. In forza di detta aggiudicazione e del relativo obbligo inserito nel bando di gara e nel disciplinare, avente ad oggetto la continuità occupazionale e la salvaguardia dei livelli occupazionali preesistenti, la predetta cooperativa ha provveduto all’assunzione del personale già impiegato presso la precedente impresa appaltatrice del medesimo servizio. Sennonché, a causa dell’esaurimento delle somme stanziate e, quindi, della prossima (anticipata rispetto ai tempi originariamente previsti) conclusione del servizio appaltato, la citata società ha provveduto ad inviare ai propri operai i cosiddetti preavvisi di licenziamento».
«Tuttavia – si legge ancora nella nota – va detto che lo scorso 21 settembre, l’ing. Pizzino, dirigente del dipartimento manutenzione strade, con encomiabile tempestività, al fine di garantire la continuità del rapporto (che, conseguentemente, garantirebbe i livelli occupazionali per altri due anni), ha rivolto un quesito molto dettagliato all’avvocatura comunale, chiedendo espressamente un parere legale in ordine alla possibilità di prorogare il servizio per altri due anni mediante l’istituto della procedura negoziata. Ebbene, nonostante siano trascorsi quasi due mesi dalla predetta richiesta di parere, ad oggi nulla è dato sapere in merito. Attesa la gravità della situazione e la notevole importanza della valutazione giuridica richiesta, dalla quale potrebbe dipendere il futuro prossimo di molte famiglie, riteniamo che il sindaco debba intervenire prontamente e seriamente al fine di censurare l’eccessivo ritardo accumulatosi e, nel contempo, al fine di pretendere le risposte dovute. In ogni caso, nella denegata ipotesi in cui giuridicamente non si possa attivare l’iter e, conseguentemente, si debba procedere all’effettuazione di una nuova gara, si invita l’amministrazione comunale a garantire i livelli occupazionali esistenti mediante l’inserimento nel bando di gara e nel relativo disciplinare della clausola di salvaguardia».
S.C.
