Fari nuovamente puntati su Antonio Ruggeri: il Comune gli liquida 206 mila euro

Fari nuovamente puntati su Antonio Ruggeri: il Comune gli liquida 206 mila euro

Fari nuovamente puntati su Antonio Ruggeri: il Comune gli liquida 206 mila euro

giovedì 07 Ottobre 2010 - 22:07

E’ la seconda rata del debito fuori bilancio relativo alle catastazioni effettuate dal perito industriale dal 1998 al 2004. Ma a questo punto è giusto che qualcuno risponda a legittime domande. A partire da una: perché, nonostante le dimissioni, non esiste una determina di revoca dell’incarico di capo di gabinetto?

Ancora lui, Antonio Ruggeri. Non è una sorpresa, perché prima o poi doveva arrivare anche questo: ma l’atto con cui l’avvocatura comunale e la ragioneria generale dispongono il pagamento di 206.693 euro in favore dell’ex (?) capo di gabinetto del Comune, attuale direttore del polo catastale, commissario liquidatore dell’Ato3 e responsabile della funzione 1 dell’ufficio commissariale per l’emergenza alluvione, pone nuovamente, e con prepotenza, un problema di opportunità grosso quanto una casa, fermo restando il legittimo diritto di Ruggeri a riscuotere ciò che gli spetta. La cifra che gli uffici di Palazzo Zanca hanno disposto di liquidare è la seconda tranche del debito fuori bilancio relativo alle catastazioni effettuate da Ruggeri dal 1998 al 2004 (tutte, tranne due, realizzate nel 1999 e nel 2001) quando era “solo” un perito industriale ed eseguì lavori per 930 mila euro. Dopo un primo pagamento, avvenuto nel 2005 per oltre 300 mila euro, Ruggeri ha presentato ricorso al Tar per dare esecuzione ai cinque decreti ingiuntivi con i quali chiedeva che il Comune tirasse fuori anche il resto delle somme dovute.

Palazzo Zanca ha pensato bene di non opporsi in giudizio, così nell’ottobre del 2008, quando Ruggeri era già capo di gabinetto ed alla guida dell’Ato3, ombra fedelissima del sindaco Giuseppe Buzzanca che così tanta fiducia aveva riposto, e continua a riporre, in lui, arrivava la sentenza con cui il Tar imponeva al Comune di pagare. Sarebbe stato poi un commissario ad acta prefettizio, Matilde Mulè, a firmare la delibera con l’imponente debito fuori bilancio da 726 mila euro (599 mila per le catastazioni, il resto per interessi legali, fatta eccezione per quelli dal novembre 2007 in poi, a cui l’interessato ha rinunciato). La prima rata da 450 mila euro è stata liquidata subito al buon Ruggeri, la seconda, da 276 mila euro, è stata decurtata di 72 mila euro: lo stesso Ruggeri, infatti, ha chiesto la “sospensione temporanea” di questa parte di credito, in quanto oggetto di contestazione da parte dell’Autorità giudiziaria.

La Procura, infatti, ha aperto un’inchiesta sulle catastazioni di Ruggeri, ed in particolare su quella effettuata dallo stesso nel 2001 per la caserma dei Vigili del fuoco, venduta due giorni fa dal Comune al ministero dell’Interno per 4,6 milioni di euro. Per presunte fatture “gonfiate” (evenienza tutta da verificare, lo chiariamo, e sarà compito della magistratura farlo), l’ipotesi è di truffa ai danni del Comune. Quello stesso Comune per cui Ruggeri lavora, anzi, quello stesso Comune di cui Ruggeri è uomo importante, se si pensa che continua ad essere uomo di maggior fiducia del sindaco, suo “vicino di stanza” (ha occupato l’ufficio che un tempo era del vicesindaco). A questo punto dei quesiti vanno posti: è opportuno che Ruggeri occupi una “postazione privilegiata”, dall’interno, rispetto ad altri creditori del Comune? Va sottolineato, infatti, che lo stesso commissario dell’Ato3, com’è nel suo diritto d’altronde, ha sollecitato l’avvocatura affinché provvedesse a saldare i 206 mila euro che avrebbero dovuto essere pagati entro il 30 giugno scorso.

E’ opportuno che un uomo indagato per truffa ai danni del Comune continui a rivestire incarichi di una certa rilevanza per la gestione del Comune stesso, o comunque di società ad esso collegate (l’Ato3 al 99 per cento è di Palazzo Zanca)? E qualcuno vuole spiegare perché non è mai stata protocollata, pubblicata, resa nota, insomma, perché non esiste una determina con cui si revoca l’incarico del “dimissionario” capo di gabinetto Ruggeri? Significa qualcosa il fatto che ad oggi nessuno lo ha sostituito in quella poltrona, che rimane vacante? Domande lecite, visto che è della gestione della casa comunale che si parla. Domande alle quali sarebbe bene che qualcuno rispondesse.

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