Rao (Pd) lancia due interrogativi su strutture sanitarie messinesi
«Che fine ha fatto il progetto di riqualificazione inerente l’ex Ospedale Regina Margherita? Che fine ha fatto il Polo Oncologico del Papardo?» Se lo chiede oggi in una nota Pippo Rao (nella foto), ex assessore comunale alla Sanità e oggi consigliere provinciale Pd.
«Per quanto riguarda la prima struttura – continua Rao -, da anni si è in attesa che venga trasformata in centro di riabilitazione, struttura all’avanguardia per le varie discipline riabilitative. Questa la motivazione (o pretesto?) che precedette la scellerata decisione di chiudere un ospedale che era punto di riferimento fondamentale per i popolosi quartieri della zona nord (solo il pronto soccorso faceva oltre 40.000 prestazioni l’anno!). Da allora si è assistito ad una serie di enunciazioni e proclami, che però di fatto a tutt’oggi non hanno portato a nulla. Solo qualche mese fa, la struttura di Viale della Libertà è stata al centro di una polemica per lo stato di abbandono in cui versavano i vecchi padiglioni, diventati rifugio d’emergenza per barboni ed extracomunitari. Oggi addirittura, la struttura è stata privata anche del PTE (Punto Territoriale di Emeregenza ndr), trasferito nell’area ex Mandalari, privando, quindi, ancora la zona rivierasca, dell’unico presidio d’emergenza.»
Riguardo al Polo Oncologico del Papardo, Rao ricorda «la visita dell’allora ministro della Sanità Sirchia, con codazzo di parlamentari nazionali e regionali del centro destra al seguito. In quella occasione, fu promessa al nostro territorio una realtà d’avanguardia, che in tempi brevi avrebbe segnato la fine dei tanti viaggi della speranza a cui dovevano ricorrere i messinesi per le patologie oncologiche. Anche in questo caso, proclami ed annunci, ma dell’apertura del Polo non se ne parla. In compenso vi è un Consiglio d’Amministrazione ed uno staff dirigenziale, che dovrebbe avere l’obbligo di rendere noto lo stato delle cose, le cose fatte (e non fatte!), e così giustificare le spese di gestione di una realtà dopo tanti anni ancora non operativa, e soprattutto di cui non si conosce la data di attivazione».
Il consigliere, quindi, conclude: «Si chiede quindi al direttore generale dell’ASL 5, al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Papardo, al direttore generale del Polo Oncologico, al sindaco della città di Messina, al presidente della Provincia, in base alle proprie rispettive competenze, di attivarsi immediatamente per spiegare alla città, cosa è successo, quali sono le reali intenzioni sulle due strutture ospedaliere. Verificare se da parte della Regione si vuole continuare a umiliare la città di Messina (la vicenda delle guardie mediche è solo l’ultima delle offese, e sintomatica di tale intento), se vi è l’intenzione seria e concreta di garantire il diritto alla salute che la nostra gente si aspetta, con non solo tagli ma anche e soprattutto investimenti, che però quando ci sono, vanno attivati e resi fruibili per la cittadinanza in tempi adeguati».
