Pergolizzi e Trischitta, affiancati dall’altro “brigugliano” Canfora, presentano il nuovo gruppo Futuro e Libertà. E annunciano: «Non saremo soli»
«La nostra posizione sarà identica a quella assunta fino ad oggi e sia chiaro: nessuna azione ci potrà far ricongiungere con questa amministrazione». Così il capogruppo del neonato “Futuro e Libertà” Nello Pergolizzi presenta il gruppo dei finiani di Palazzo Zanca, spiegando al tempo stesso che la nascita di questa nuova formazione non fa altro che ufficializzare una posizione politica “anti-Buzzanca” cristallizzatasi nel tempo fin dal giorno dell’insediamento del sindaco. Pergolizzi e il collega di gruppo Pippo Trischitta, affiancati stamani dall’altro “brigugliano-finiano” di Palazzo Zanca, Claudio Canfora, hanno “battezzato” Futuro e Libertà nel corso di una conferenza stampa. Il cambiamento, dunque, non si vedrà nell’orientamento politico dei tre ma in alcuni passaggi sostanziali tutti interni alla vita di palazzo. Innanzitutto da oggi saranno due, e non più il solo Canfora (unico componente del gruppo “Conservare il Futuro”), i finiani presenti in conferenza dei capigruppo. E allo stesso tempo la formazione che fa riferimento al presidente della Camera potrà rivendicare, regolamento alla mano, due “bandierine”, anziché solo una, in tutte le commissioni consiliari. Dinamiche di palazzo che però contano, eccome.
«La nostra è una scelta che nasce dal fatto che nel Pdl non c’erano più le condizioni per la convivenza di diverse anime – spiega Pergolizzi – e il rapporto burrascoso tra Fini e Berlusconi ne è stata l’ultima dimostrazione. Qui in Sicilia i segnali erano stati chiari fin dalla costituzione del Pdl: non c’è mai stata condivisione sui vertici del partito, prova ne è il fatto che dalla nascita non sono mai stati nominati né il coordinatore provinciale né quello regionale. A Messina – prosegue Pergolizzi – c’è stata una gestione unilaterale di Buzzanca, proseguita in consiglio per mano del capogruppo del Pdl Capurro. Noi la pensiamo in modo diverso, nell’interesse della città».
Solito fiume in piena Trischitta, che già prima della conferenza stampa non ha negato il suo rancore per quanto avvenuto a campagna elettorale conclusa quando, sostiene l’attuale l’ex fedelissimo di Buzzanca, per lui era stata riservata la presidenza dell’Amam, «venduta dal sindaco all’area Crimi del partito». La goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti tra Trischitta e il sindaco di Messina. «Questa è la nostra rinascita politica – afferma – dopo la morte causata dall’unione di An e Forza Italia del Pdl. Non esiste una sede, non esiste confronto, non esiste nulla. Sono convinto che nel giro di un anno con Futuro e Libertà moltiplicheremo le nostre presenze. Noi saremo leali, a differenza di quanto fatto dal Pdl ne confronti del gruppo Briguglio. Noi sosterremo le posizioni della giunta quando produrrà atti nell’interesse della città e le contrasteremo quando invece andranno in senso opposto».
Trischitta non si astiene dal trattare la questione della vicepresidenza del consiglio comunale, da lui ricoperta e che qualcuno vorrebbe lasciasse: «E’ chiaro che la mia posizione a volte potrà essere più morbida in quanto rivesto un ruolo di neutralità. Quando le due posizioni saranno incompatibili, sarò io eventualmente a dimettermi, di certo non mi presterò a strategie politiche che vogliono che io mi faccia da parte». Dice la sua anche Canfora, terza costola del corpo “brigugliano” di Palazzo Zanca: «Il Pdl era una casa con un solo proprietario, con tante stanze chiuse nelle quali nessuno poteva esprimere un parere. Oggi ci possiamo riappropriare della politica».
