Il commissario cittadino dell’Mpa interviene sul nuovo scontro tra il governatore regionale e il primo cittadino, che ha accusato Lombardo di strumentalizzazione. D’Amore poi ribadisce: non lascio l’Mpa
E’ una “guerra”, di stampo politico sia chiaro. E non inganni la tregua sancita da dichiarazioni a distanza. Tra il sindaco Giuseppe Buzzanca e il governatore Raffaele Lombardo il grande gelo rimane. Si frappone un muro, tra il leader provinciale del Pdl e quello “storico” dell’Mpa, che ha ragioni politiche ma che non serve a nessuno, specie se terreno di scontro diventa Giampilieri, una tragedia ancora “fresca” come l’alluvione del 1. ottobre 2009. Ancora una volta Buzzanca e Lombardo si sono evitati. Quando il presidente della Regione, accompagnato dal capo regionale della Protezione civile Pietro Lo Monaco e dai messinesi della giunta regionale, Daniele Tranchida e Mario Centorrino, s’è recato a Giampilieri la mattina di Natale, non ha trovato il primo cittadino ad accoglierlo con tanto di fascia tricolore addosso. Esattamente com’era avvenuto il 1. ottobre scorso, in occasione del primo anniversario dell’alluvione, quando i due si sono praticamente dati il cambio nel visitare i luoghi del disastro, senza mai incrociarsi. Il patatrac è arrivato quando Lombardo ha tirato fuori la storia dell’assunzione di un familiare per ogni caduto dell’alluvione, provvedimento che si potrebbe assumere tramite la Finanziaria regionale. Apriti cielo, pochi mesi fa identica proposta l’aveva fatta Buzzanca, ma il commissario dello Stato s’era opposto e il sindaco-deputato regionale era stato pure tacciato di strumentalizzazione. Lo stesso ha fatto Buzzanca nei giorni scorsi, accusando Lombardo di voler fare demagogia. Poi la parziale schiarita, con Lombardo che da Palermo ha chiesto «più collaborazione» e il sindaco che ha accolto l’invito, spiegando però che «da parte mia la collaborazione non è mai mancata». Insomma, parlare di pace è azzardoso, meglio definirla una tregua armata.
E infatti stamani ad intervenire è “l’avamposto” di Lombardo in città, il commissario cittadino dell’Mpa Fabio D’Amore: «Il silenzio è d’oro, ma il sindaco Buzzanca non conosce l’adagio, parla di speculazione su Giampilieri invece di complimentarsi per le iniziative messe in campo dal governatore Lombardo in favore della popolazione messinese». Così parla D’Amore, che a Buzzanca ci tiene a ricordare che «sin dai primi istanti il presidente della Regione è stato fattivamente vicino al dramma vissuto da tanti messinesi. Come testimonia la visita effettuata anche il giorno di Natale nei territori colpiti d’alluvione, Lombardo sta cercando di dare il massimo sostegno possibile alle famiglie colpite ed in tal senso verrà predisposta una norma, affinché, nei casi in cui si registri la necessità e si riscontrino le condizioni, la pubblica amministrazione assuma un congiunto per ciascuna della famiglie colpite da lutto nell’alluvione del 2009». D’Amore rilancia, dunque, altroché, e ci tiene pure a puntualizzare che non hanno fondamento le voci secondo cui sarebbe in procinto di lasciare l’Mpa, notizie «frutto di cattivi pensieri artatamente riportati da chi certamente non conosce il commissario cittadino dell’Mpa».
«In qualità di commissario cittadino dell’Mpa – ricorda D’Amore – non posso che incoraggiare quanti lavorano per il bene di Messina ma ribadisco che, in un momento particolarmente difficile per la realtà siciliana, l’azione politica posta in essere dal governatore Raffaele Lombardo rappresenta un valore assoluto ovvero l’unica strada perseguibile per valorizzare il territorio ed evitare ulteriori “rapine” da parte di coloro che storicamente, con il voto dei siciliani, hanno fatto gli interessi di chi vive ed opera lontano dalla nostra terra. Superando ogni forma di “ascarismo” – ha concluso il commissario dell’Ente Fiera di Messina – il movimento fondato da Lombardo sta dimostrando che si può governare seriamente, senza compromessi umilianti e soprattutto per il bene esclusivo dei concittadini».
