Palermo vuole assumersi la competenza sulla nomina dei vertici. Parla l’ex coordinatore regionale dei presidenti degli Istituti: «C’era già un’intesa su un ddl che lasciava al territorio le scelte»
I nuovi vertici dello Iacp sono pressoché pronti, con Nino Damiano (Pdl, corrente Germanà) presidente e due esponenti di Udc – D’Alia e Mpa – Lo Monte consiglieri. Ma i veri intoppi sono altri e se ne sta discutendo in queste ore alla Conferenza permanente dei direttori degli Iacp di Sicilia presso la sede dell’Istituto messinese: risiedono a Palermo, dove la Regione Sicilia discuterà nelle prossime settimane il disegno di legge sulla riforma degli istituti, che trasformerebbe gli Iacp in Enti regionali per l’Edilizia residenziale, e con la riduzione del Cda da dieci a cinque componenti e, soprattutto, e la nomina del presidente non più da parte del presidente della Provincia ma competenza della Regione.
Un’evenienza che secondo l’ex presidente dell’Iacp di Messina e coordinatore regionale, fino a pochi mesi fa, dei presidenti siciliani, Giuseppe Santalco (nella foto), sconfesserebbe in toto l’indirizzo politico dato proprio dal coordinamento, e che era stato sposato dal governo Cuffaro. «D’intesa coi direttori generali – spiega Santalco – avevamo predisposto un disegno di legge che prevedeva la riduzione del Cda a cinque componenti, l’aumento dello scopo sociale degli Iacp ma soprattutto che i vertici venissero designati dal presidente della Provincia, come accade ora, con successivo decreto regionale. Non si capisce perché cambiare questo indirizzo politico, – conclude Santalco – l’Iacp è un istituto di tutti i 109 comuni della provincia messinese ed è giusto che il suo presidente sia espressione del territorio. Su questo abbiamo fatto una lunga battaglia, non si capisce perché si debba fare un passo indietro».
