Le nomine inviate dal presidente della Provincia a Palermo sono “ferme” dal gennaio del 2009. L’ennesimo ricorso presentato da palazzo dei Leoni dovrebbe però definitivamente dare il via libera all’insediamento dei componenti. Damiano il presidente, Torre, Campana e Cannavò i componenti
Il Tar di Catania, con sentenza di merito, ha accolto il ricorso della Provincia regionale, tutelata dall’avvocato Marcello Scurria, riguardante la nomina del commissario straordinario dell’Istituto autonomo Case Popolari di Messina, Giuseppe Laface. Il Tar ha assegnato al presidente della Regione Raffaele Lombardo trenta giorni di tempo per la nomina del Consiglio d’amministrazione, trascorsi i quali il Tribunale dichiarerà decaduto l’attuale commissario straordinario e lo IACP si troverà in una situazione di pesante “vacatio legis”.
Come si ricorderà il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, come previsto dalla legge, nel gennaio 2009 nominò i componenti del Cda (vedi in basso correlata nostra esclusiva), ma le decisioni non furono mai ratificate da Palermo, dove gli atti firmati da palazzo dei Leoni finirono in un cassetto polveroso. I nomi scelti sono quelli dell’architetto Antonino Damiano (presidente, area Schifani-Alfano, NELLA FOTO), di Carmelo Torre (vicepresidente, Mpa Milazzo), di Carmelo Campana (componente, Udc-D’Alia-Patti) e di Francesco Cannavò (collegio dei sindaci, PdL).
Nei mesi scorsi palazzo dei Leoni aveva presentato un altro ricorso al Tar di Catania per l’annullamento del decreto n.417/serv. I°/SG del 30.11.2009, con il quale il Presidente della Regione Siciliana aveva nominato, sino alla ricostruzione dell’ordinario organo di gestione e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi, il dipendente regionale, Leonardo Santoro quale commissario straordinario. In quella occasione la Camera di Consiglio si era espressa “non rilevando la sussistenza di un danno grave ed irreparabile”, sottolineando però che terminato il mandato di Santoro e accertato il possesso dei requisiti richiesti in capo ai soggetti designati, la Regione avrebbe dovuto “nel più breve termine intervenire a tutela degli interessi di tutte le parti in causa”, attraverso l’ufficializzazione delle nomine dei componenti del Cda. Delle quali, però, continuava a non esserci traccia.
Giuseppe Laface era invece tornato in sella lo scorso 21 novembre 2010. La sua nomina era bloccata per ragioni burocratico-politiche, collegate al propedeutico parere della I Commissione dell’Ars. Per questo motivo la Regione aveva nominato provvisoriamente il Commissario ad acta brolese Nuccio Ricciardello. Risolta la querelle che aveva generato una preoccupante vacatio amministrativa, fu dato seguito alla deliberazione della giunta regionale n. 264 del 14 luglio 2010, l’atto di nomina di Laface, al quale la Provincia si è poi appellata ottenendo il giudizio positivo del Tribunale Amministrativo.
