Lascia l’Istituto Autonomo Case Popolari il brolese Ricciardello, sempre di area Fini-Briguglio. Superato il passaggio in I commissione all’Ars, la Regione ha provveduto alla nomina. Del Cda non se ne parla neanche più
Nuovo, ennesimo cambio al vertice allo Iacp di Messina. A meno di un mese dall’approdo in città del Commissario ad acta brolese Nuccio Ricciardello, il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha (ri)nominato Giuseppe Laface commissario straordinario dell’Istituto Autonomo Case Popolari, che si insedierà oggi (la prima volta nel dicembre del 2008). La nomina del rappresentante politico di area Finiana-Briguglio (stessa corrente del suo predecessore Ricciardello) era bloccata per ragioni burocratico-politiche, collegate anche al necessario parere della I Commissione dell’Ars. Secondo quanto espressamente previsto dalla vigente normativa regionale infatti, per il caso di nomina di soggetti esterni all’amministrazione regionale, il decreto di nomina presidenziale deve essere preceduto dal parere della I commissione dell’Assemblea, cui gli atti erano stati già trasmessi parecchie settimane fa, ma analizzati con “leggero ritardo”. Ciò aveva di fatto generato un periodo di vacatio amministrativa assolutamente deleteria per l’Istituto. Motivo per cui la Regione aveva deciso di affidarsi provvisoriamente a Ricciardello, per l’ordinaria amministrazione e per affrontare tutti quegli impegni indifferibili come i protocolli di partecipazione a bandi ed a interventi urgenti, anche manutentivi.
L’atto di nomina di Laface era stato sottoscritta dalla giunta regionale, presieduta dal presidente Raffaele Lombardo, con deliberazione n. 264 del 14 luglio 2010. Il Governatore, secondo quanto reso noto in sede di approvazione, ha scelto di riaffidare il compito al coordinatore provinciale di Generazione Italia anche in ragione dell’esperienza in precedenza acquisita alla giuda dell’Istituto. In particolare, tra le motivazioni dell’atto del governo regionale, si legge che, nel caso specifico, “si è fatto ricorso ad un professionista esterno all’amministrazione regionale, proprio in considerazione della circostanza che la complessa e variegata attività intestata allo Iacp di Messina, che a differenza degli altri istituti deve assolvere anche alle gravose competenze specifiche relative al Risanamento della città, richiede un impegno ed una presenza costante che non si ritiene possa essere assicurata da un dirigente interno all’amministrazione regionale, impegnato in altri compiti istituzionali, senza pregiudicarne il buon andamento e la funzionalità”.
E’ bene ricordare però, che per statuto lo Iacp dovrebbe essere governato da un Consiglio D’Amministrazione. I Componenti del Cda erano stati designati dal presidente della Provincia Nanni Ricevuto nel gennaio 2009, ma mai ufficializzati in mancanza di nomina ufficiale da Palermo. I nomi scelti erano quelli dell’architetto Antonino Damiano (presidente, area Schifani-Alfano), di Carmelo Torre (vicepresidente, Mpa Milazzo), di Carmelo Campana (componente, Udc-D’Alia-Patti) e di Francesco Cannavò (collegio dei sindaci, PdL).
Proprio per tale vicenda palazzo dei Leoni aveva presentato ricorso al Tar di Catania per l’annullamento del decreto n.417/serv. I°/SG del 30.11.2009, con il quale il Presidente della Regione Siciliana aveva nominato, sino alla ricostruzione dell’ordinario organo di gestione e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi, il dipendente regionale, Leonardo Santoro quale commissario straordinario. In quella occasione la Camera di Consiglio si era espressa “non rilevando la sussistenza di un danno grave ed irreparabile”, sottolineando però che terminato il mandato di Santoro e accertato il possesso dei requisiti richiesti in capo ai soggetti designati, la Regione avrebbe dovuto “nel più breve termine intervenire a tutela degli interessi di tutte le parti in causa”, attraverso l’ufficializzazione delle nomine. Delle quali oggi non sembra esserci più traccia. (Emanuele Rigano)
Nella foto Giuseppe Laface, 43 anni. Tra gli assessori designati in campagna elettorale dal presidente della Provincia Nanni Ricevuto, che poi una volta eletto non procedette alla nomina
