Se potessi, chiederei a Berlusconi e Veltroni una cosa soltanto: che si impegnino solennemente, in caso di vittoria, a firmare i Decreti per l’ampliamento dei Poteri Speciali al Prefetto e per l’istituzione del Tavolo Messina. A una loro risposta positiva subordinerei la possibilità di votarli. Analogamente mi comporterei con il duo Finocchiaro-Lombardo. Oltre al Presidente del Consiglio infatti, anche il Presidente della Regione deve approvare un provvedimento determinante per la vita dei Messinesi.
Certo, può apparire politicamente scorretto, se non antipolitico, fare dipendere il proprio voto da una condizione prepartitica – la maggior parte degli Italiani segue la politica più da tifoso che da cittadino -, ma siamo ormai tutti immersi in un convinto fervore mercantilistico che induce ad abbandonare le fideistiche visioni orgogliosamente contrapposte del secondo dopoguerra, per optare verso un duttile e virtuoso pragmatismo liberaldemocratico.
Ci pensino altri a perseguire le magnifiche sorti e progressive che, nel lontano ’68, sembravano a portata di mano. Sono ormai passati quarant’anni e peggio mi sento. In ogni caso, non vedo più relazioni tra l’affinità ideale con deboli e diseredati e un centrosinistra parolaio che concentra la sua attenzione sul Nord, sulla condizione dei precari e su un salario minimo di un migliaio di euro,
trascurando i disoccupati e un Meridione strangolato da sfruttamento e criminalità. Né riesco a trovare rifugio in un centrodestra che ignora i fondamenti della cultura liberale e sacrifica ogni principio meritocratico a favore di una razza padrona di matrice puramente edonistica. Ne deriva che la mia bussola elettorale non viene orientata da una politica confermatasi inadeguata ai bisogni miei e di chi vive la realtà che mi circonda, ma prende in considerazione esclusivamente gli strumenti più efficaci per migliorare una qualità di vita locale decisamente insufficiente.
Anche in considerazione del fatto che gli elementi che contribuiscono a rendere più o meno tollerabile la mia quotidianità non sono decisi nei Parlamenti nazionale e regionale, ma molto più vicino. Il che ci riporta al punto di partenza: di fronte a una classe politica locale incapace di
rappresentare altro che le proprie clientele, l’unica scelta ragionevole è quella di toglierle dalle mani la parte più ampia possibile del nostro futuro. Per affidarlo a un servitore dello Stato
una spanna almeno al di sopra dei nostri amministratori, passati, presenti e futuri.
Ampliamento degli approdi di Tremestieri, completamento degli svincoli, rafforzamento della Polizia Municipale, collegamento stradale Gazzi-Molo Norimberga, parcheggi e aree pedonali,
potenziamento del trasporto pubblico locale. Questi i più importanti temi che il Prefetto dovrà affrontare se e non appena i futuri Presidente del Consiglio e della Regione decreteranno una piena ed efficace concessione di Poteri Speciali. Il Tavolo Messina poi esaminerà le possibilità di un reale sviluppo socio economico della nostra Provincia e suggerirà al Governo centrale e a quello regionale le strade da percorrere. Di tali annosi problemi, se non verrà incaricato Alecci, dovranno continuare ad occuparsi i nostri candidati, con o senza Poteri Speciali. Di chi vogliamo fidarci?
Giovanni Mollica
