Il bilancio verso l’approvazione, ma la Finanziaria è bloccata da 4.700 emendamenti. Il governatore a colloquio col presidente della Camera: «No ad elezioni anticipate. Il Pdl, tramite Berlusconi, tenta di riprendere il dialogo con noi. E forse di più»
Prosegue la maratona all’Ars, dove uno dopo l’altro vanno approvati bilancio e finanziaria. Il tempo rimasto è poco: a meno di proroghe, se entro il 30 aprile l’aula non avrà ultimato i lavori, il parlamento regionale verrà sciolto. Un’eventualità a cui nessuno crede perché, di fatto, a nessuno conviene, men che meno a quei parlamentari che ancora non hanno maturato la ricca pensione che spetta agli onorevoli (bisogna arrivare a settembre). E’ chiaro che si sta giocando una partita squisitamente politica, con il Governo che prova a “trattare” con Pdl e Udc per uscire dall’impasse. Già oggi un primo segnale di distensione è arrivato sul bilancio: i lavori riprenderanno alle 16, con l’esecutivo al lavoro per predisporre un maxiemendamento che raccolga le proposte di modifica “accantonate” stamani da Fabio Mancuso del Pdl. Se le premesse verranno mantenute, nel tardo pomeriggio il bilancio potrebbe essere approvato. A quel punto toccherà al vero scoglio, la finanziaria, con i suoi 145 articoli e soprattutto 4.700 emendamenti. Una zavorra che si cercherà di togliere con fitti colloqui dietro le quinte di Palazzo dei Normanni. «Stiamo provando a difendere gli emendamenti proposti per la città», afferma il deputato messinese dell’Mpa Fortunato Romano nella -pausa- indetta dal presidente dell’Ars Francesco Cascio.
Intanto, aspettando l’incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il leader del Pdl Sicilia Gianfranco Miccichè, slittato con ogni probabilità a domani, stamattina il governatore siciliano Raffaele Lombardo è stato a colloquio per circa mezz’ora con il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha ricevuto il numero uno dell’Mpa nel suo studio a Montecitorio. «Mi auguro che le elezioni anticipate non ci siano – ha detto Lombardo al termine dell’incontro – le dichiarazioni di Fini non possono essere un elemento di fibrillazione del sistema. C’è una solida maggioranza, e anche Bossi è d’accordo quando dice che la Lega non vuole il voto anticipato». E a proposito di maggioranza, Lombardo non teme ribaltoni in Sicilia: «Il governo regionale ha l’apporto di 30 parlamentari, con il Pdl che, credo tramite il presidente del Consiglio, tenta di riprendere il dialogo e forse di più e con l’appoggio del Pd sulle riforme». Sul capitolo Pdl Sicilia, «si è letto e scritto di tutto ma sono questioni interne al Pdl. Credo che l’incontro tra Berlusconi e Miccichè, forse domani, scaturisca dalle affermazioni di Fini alla Direzione nazionale del Pdl. Chi si è trovato accanto a me lo ha fatto perché la Sicilia ha bisogno di riforme radicali. Pensate alla sanità e ai rifiuti. Hanno fatto saltare assetti politici ed equilibri, – conclude Lombardo – ora hanno contro l’Udc e parte del Pdl che fa capo al ministro della Giustizia».
