Martino e il Pdl rilanciano: «Il Ponte sullo Stretto si faccia sul serio. Messina ha bisogno di un sindaco degno della sua tradizione»

Martino e il Pdl rilanciano: «Il Ponte sullo Stretto si faccia sul serio. Messina ha bisogno di un sindaco degno della sua tradizione»

Redazione

Martino e il Pdl rilanciano: «Il Ponte sullo Stretto si faccia sul serio. Messina ha bisogno di un sindaco degno della sua tradizione»

domenica 06 Aprile 2008 - 08:19

Convention in Fiera concentrata soprattutto sulla competizione delle politiche. Nessun cenno alla candidatura di Francesco Stagno D'Alcontres

Se l’Udc in mattinata aveva, con Cesa e gli altri, ribadito con forza la presenza di Gianpiero D’Alia come possibile candidato a sindaco del centrodestra, non altrettanto ha fatto il Pdl nel pomeriggio in Fiera con Francesco Stagno D’Alcontres, che ha aperto i lavori della convention del partito di Berlusconi, conclusasi con l’intervento dell’ex ministro della Difesa Antonio Martino.

Un Martino che non ha potuto non ricordare le suo origini messinesi, figlio di quel Gaetano Martino che è stato una delle figure storiche della politica locale e del Paese. E ha riservato per la fine del suo discorso un cenno alla città e alle amministrative del 15 e 16 giugno. «Messina ha bisogno di un sindaco che sia degno della tradizione di questa città – ha detto l’ex ministro – la Messina degli affari, i messinesi non la amano affatto». Inevitabile un riferimento ad uno dei cavalli di battaglia del leader del Pdl Silvio Berlusconi, il Ponte sullo Stretto: «E’ ora che si faccia sul serio, per l’occupazione che può determinare, perché diventi attrattiva turistica, per avviare le opere collegate». Il resto del Martino pensiero è riservato alla competizione per Palazzo Chigi, e in quest’ottica non è mancata una frecciata agli ex alleati dell’Udc, in una sorta di botta e risposta ideale dopo i “colpi- arrivati in mattinata dall’auditorium dell’Atm. «“Alcide- Casini è convinto di essere l’erede di De Gasperi, ha il malefico intento di farci perdere il premio di maggioranza al Senato. Ma noi con lui non tratteremo mai. Il nostro compito è quello di non disperdere il vostro voto (ecco tornare la querelle sul voto “utile-, nda). Berlusconi intende dire che gli avversari da abbattere sono le formazioni più piccole della sinistra che rischiano di farci perdere il premio di maggioranza al Senato». A sorpresa, ma fino a un certo punto, giunge una vera e propria stilettata nei confronti della magistratura: «Una casta di mandarini intoccabili, indegna per un Paese come il nostro».

Anche gli altri esponenti del Pdl, tutti candidati o uscenti, hanno puntato tutto o quasi sulla scadenza del 13 e 14 aprile. D’Alcontres ha solo definito il possibile rivale Genovese «un padre padrone che si è appropriato di un partito», per poi attaccare anche lui la giustizia che «è caduta» dopo essere stata al servizio della sinistra. Carmelo Briguglio dà per scontato il trionfo alle politiche: «Dovremo fare della nostra vittoria nazionale una piattaforma per Messina affinché venga liberata dalla morsa dei poteri economici che la dominano», mentre Domenico Nania, senatore uscente, fa riferimento al conflitto d’interessi di Genovese, ricordando che anche Luciano Violante non si era espresso positivamente su di lui. Ma i programmi? Qualche punto viene spiegato dall’ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Angelino Alfano: «Detassazione degli straordinari, calcolo del carico fiscale su 12 mensilità, un piano casa per i giovani che permetta loro di pagare per trent’anni una rata dall’importo inferiore di un canone d’affitto reale».

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