Il deputato regionale dell’Udc torna sulle dichiarazioni del direttore generale del Policlinico ed invita “tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità” ad uscire allo scoperto
Non si placa l’eco delle polemiche suscitate dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa nazionale e locale dal direttore generale del Policlinico Giuseppe Pecoraro.
Il numero uno dell’azienda di viale Gazzi ha evidenziato il rapporto ‘perverso’ tra la città di Messina e la massoneria, affermando testualmente alla Gazzetta del sud : «In questi anni ho stretto tante mani e troppe volte mi sono sentito passare il dito sul polso, un gesto per capire se io sono affiliato alla massoneria. Qui le cose funzionano così, il meccanismo è ben rodato e non lo scopro certo io. Chi non ci sta viene respinto».
Sulle accuse lanciate da Pecoraro , interviene oggi il deputato regionale dell’Udc, Giovanni Ardizzone, che si schiera a fianco del manager palermitano, rievocando anche l’allarme lanciato anche dall’Arcivescovo Calogero la Piana.
Questo il testo della nota firmata da Ardizzone:
«Non so se si tratti di massoneria o di semplici consorterie o, ancora, gruppi di amici che occupano ¬ – chissà come – posizioni di potere, ma liquidare le dichiarazioni del dott. Pecoraro, così come in precedenza fatto con quelle dell’Arcivescovo, con una superficialità e un’ arroganza che malcelano un evidente fastidio, è tipico di chi in questa città non vuole cambiare nulla e continuare a far finta che tutto vada bene.
C’è un solo modo per smentire le dichiarazioni di un Arcivescovo e di un alto dirigente qual è il direttore generale del Policlinico universitario, ossia che Messina non è una città a forte presenza e infiltrazione massonica: tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilità in ogni settore, sia esso politico, istituzionale, amministrativo o universitario, dichiarino apertamente di essere o non essere massoni, tanto più che non hanno nulla da nascondere, e, già che ci sono, di non fare uso di droghe.
So che quest’invito non troverà ascolto e chi lo ha formulato sarà giudicato come un visionario, non sarebbe d’altra parte la prima volta, ma sono fermamente convinto che chi fa politica o ricopre incarichi istituzionali o di alto profilo professionale, come i medici, sia meno uguale degli altri e deve essere al di sopra di ogni sospetto.
Insomma, la domanda che io pongo è: in questa città si assurge ai vertici delle categorie per meriti o per appartanenza a consorterie politiche o massoniche che siano? Anche chi si scandalizza di fronte alle dichiarazioni del dott. Pecoraro, una risposta in tal senso dovrebbe avere l’onestà intellettuale di fornirla».
On. Giovanni Ardizzone
