Fissata per venerdì alle 11 la seduta straordinaria con ospite il sindaco Buzzanca. Ai capigruppo è stato detto che un’agenzia immobiliare avrebbe dato disponibilità per alcuni appartamenti sfitti. Il presidente Previti manifesta “indignazione” per il trattamento dei media nazionali
Alla fine ce l’hanno fatta. I capigruppo del consiglio comunale hanno fissato per venerdì alle 11 la seduta straordinaria dedicata all’alluvione del 1. ottobre scorso. Certo, quando il Consiglio si riunirà saranno passati trenta giorni dalla tragedia, ma qualcuno a Palazzo Zanca continua a dire che “i tempi della politica” sono questi. Sarà, ma il civico consesso non ne fa una grandissima figura. Il dato importante è che in aula verrà a relazionare il sindaco Giuseppe Buzzanca, dopo mesi di polemiche sulla sua assenza ai lavori del Consiglio. Non sarà questa, però, l’occasione per discutere dei tanti “casi” scoppiati in questo anno e poco più di mandato amministrativo, il tema unico sarà l’alluvione e ogni intervento fuori tema, ha assicurato il vicepresidente vicario Pippo Trischitta che presiederà la seduta, verrà tempestivamente stoppato.
Intanto da un primo confronto tra il sindaco e i capigruppo viene fuori qualche notizia sulla strada da intraprendere per dare un tetto agli sfollati oggi ancora negli alberghi. La via più veloce e, sembra, più praticabile è quella di utilizzare appartamenti sfitti nella zona sud della città. E pare che da un primo sondaggio effettuato da Buzzanca, una nota agenzia immobiliare cittadina abbia dato la disponibilità per diversi alloggi. Ne sapremo di più nei prossimi giorni.
Sull’alluvione e sul trattamento da “serie b” riservato a Messina e ai messinesi è tornato il presidente del consiglio comunale Pippo Previti. «Un grido di indignazione – scrive in una nota – si alza forte e chiaro dalla Comunità messinese, tragicamente colpita dal cataclisma dell’1 ottobre. E’ un sentito comune. E’ un corale rigetto di quell’ulteriore fango (questo si più pericoloso) artatamente schizzato contro questa città. Chi voleva fare passare il “messaggio” che le cause della tragedia fossero da addebitare all’abusivismo (solo nove casi di abusivismo minore a Giampilieri) e al mancato recepimento dell’allerta meteo (allerta meteo generalizzata), ci è riuscito benissimo, complice alcuni conduttori televisivi e testate giornalistiche nazionali. La conclusione di questo ragionamento ha indotto i ben pesanti (?) a considerare i cittadini messinesi vittime di se stessi, per cui non meritano la solidarietà nazionale che scatta in questi casi. Nessun appello a favore delle popolazione colpite (31 morti ad oggi, più 6 dispersi), nessuna “striscia” o “sottopancia” nè per sms (48580 – 1 euro) nè per il C.C.P. n. 14063986 intestato al Comune di Messina con la causale “pro- alluvionati”, salvo rarissime eccezioni. Eppure i messinesi sono stati sempre un popolo generoso, memori della immane tragedia del terremoto del 1908. Basta guardare la raccolta di fondi effettuate in varie occasioni (cito solo Thelethon) dove la città è tra le prime d’Italia come donazione. I messinesi, quando c’è da manifestare solidarietà non chiedono se quella scuola o quell’ istituto è abusivo e non ricercano colpe – questo spetta ad altri organismi come avvenuto per l’Aquila – ma si sforzano di dare segni tangibili. Potremmo manifestare la nostra incontenibile indignazione facendo un appello a non pagare il canone Rai, potremmo fare lo sciopero alle TV nazionali, o altro ancora, ne avremmo ben donde, ma siamo persone serie che rivendicano uguali diritti. I nostri morti non sono di rango inferiore ad alcuno – conclude Previti – che si faccia giustizia, non carità, perché la carità-solidarietà senza giustizia non ha senso».
S.C.
