Ampio il dibattito in commissione tra i vari componenti espressione del territorio e dei partiti politici. I consiglieri stileranno un documento unitario che porranno all’attenzione dell’Amministrazione provinciale
Non solo aeroporto dello Stretto. Nel corso del dibattito di ieri in prima commissione consiliare, presieduta da Roberto Gulotta, e alla quale hanno partecipato il presidente Nanni Ricevuto e l’assessore Rosario Ventimiglia, si è parlato più in generale del sistema aeroportuale “a servizio” della provincia di Messina. Quasi tutti i componenti, espressione dei vari partiti, hanno voluto partecipare esprimendo il proprio punto di vista.
«Stiamo lavorando su un documento unitario che porremo alla tua attenzione – ha esordito Massimiliano Branca (GdL) rivolgendosi a Ricevuto -. Chi come me proviene dalla zona tirrenica, conosce l’importanza di un aeroporto. Ma su Reggio vogliamo vederci chiaro. Servono parcheggi perché il traffico che si sposterebbe verso la città è importante sul quale convergere le richieste. Servono soprattutto servizi». Da questo punto di vista, quanto detto da Ricevuto (vedi articolo correlato in basso), darà ottime indicazioni anche per l’indirizzo che i consiglieri vorranno dare all’Amministrazione.
Sulla linea del sì all’Aeroporto in provincia sono, ovviamente, soprattutto coloro che provengono dai comprensori di Barcellona-Milazzo, Mistretta-Sant’Agata di Militello e Patti. Antonino Calabrò (Autonomisti di Base): «L’aeroporto a Reggio guarda ad un piano di sviluppo turistico più calabrese. Chi atterra a Catania può arrivare a Taormina, massimo a Messina, non va oltre». Dunque si chiede di insistere su uno sviluppo integrale della provincia peloritana che coinvolga anche la zona tirrenica. Come detto sono pochissime le chance che si prosegui sulla strada dello scalo nella Valle del Mela, “sogno irrealizzato” dell’ex presidente Turi Leonardi. A dispetto di un progetto da oltre 280milioni di euro mancano le risorse pubbliche e l’iniziativa privata. Probabilmente anche il supporto politico, non solo della “maggioranza”. Francesco Andaloro (Rifondazione): «Significherebbe creare una nuova barriera oltre quelle già esistenti che hanno ridotto in condizioni pessime la piana di Milazzo. Per un altro sito dico si, ma non dimentichiamoci le strade provinciali, le ferrovie, i collegamenti quotidiani per i pendolari». L’alternativa sarebbe stata individuata in un’area nei pressi di Torrenova.
Segue la linea del pragmatismo, Giuseppe Grioli (Pd): «Non faccio un discorso campanilistico del tipo “siamo di Messina e dobbiamo avere un aeroporto”. Certo non sono contrario ad uno scalo sul territorio, ma dobbiamo capire se ci sono le basi concrete». Stessa cosa su Reggio: «Non sufficientemente sfruttato. Verifichiamo le condizioni, non spendiamo soldi senza benefici». Il vicepresidente Maurizio Palermo (IdV) rilancia l’idea degli idrovolanti, soprattutto per i collegamenti sulle Eolie, proposta la scorsa primavera da Ricevuto.
Per la maggioranza intervengono Miracula (PdL), che chiede di pensare a come gestire gli arrivi e non solo le partenze e De Domenico (Forza Azzurri), che sostiene la compatibilità tra Reggio e un altro aeroporto. Compatibilità ribadita da Nanni Ricevuto, che ricorda come gli aeroporti regionali (di terzo livello, come quello ipotizzato per la zona tirrenica) con pista di 1200-1500 metri, consentano l’atterraggio di aerei privati e di aerei di tipo Atr con un massimo di 80 posti. Un traffico limitato, pur se utile, rispetto alla richiesta complessiva. Dunque bisognerebbe fare sempre riferimento a Reggio o a Catania (o a Palermo) per altre rotte. Ribadisce la necessità di migliorare comunque, anche i collegamenti con “Fontanarossa”, il presidente Roberto Gulotta (Mpa), eletto nel collegio di Taormina. (vedi articolo correlato).
