L’assemblea dei soci si conclude intorno a mezzanotte. Buzzanca: «Se dai tecnici arriva un’indicazione diversa, non vedo perché non accoglierla». La società di via Dogali a questo punto favorita per il bando dell’Ato3
Il colpo di scena arriva quando meno te l’aspetti. L’assemblea dei soci che avrebbe dovuto suonare le campane a morto per Messinambiente risolleva, invece, le sorti della società di via Dogali. Il clamoroso dietrofront, clamoroso per gli annunci e la piega che questa vicenda aveva preso nei giorni scorsi, arriva in tarda serata. L’assemblea, infatti, si è conclusa solo intorno a mezzanotte, presenti ovviamente il sindaco Giuseppe Buzzanca, l’amministratore unico Armando Di Maria ed i revisori dei conti di Messinambiente. Al termine della stessa, è il primo cittadino a frenare sensibilmente sul fronte della liquidazione: «La relazione dei tecnici apre la strada ad un percorso virtuoso. Ho chiesto, dunque, di approfondire quest’aspetto. Del resto ho sempre detto che l’eventuale liquidazione avrebbe rappresentato un passaggio tecnico, perché dal punto di vista politico sono contrario alla messa in liquidazione di Messinambiente. Se la relazione dei tecnici ci dà un’indicazione diversa, perché liquidare?». Insomma, il messaggio è chiaro: non si liquida più, almeno per il momento. Una mossa a sorpresa che rilancia le quotazioni di Messinambiente anche in vista del bando dell’Ato3: il commissario liquidatore Antonio Ruggeri ha lasciato intendere che la prossima gara sarà per sei mesi. Un lasso temporale che difficilmente potrà essere appetibile per una società diversa da quella di via Dogali.
Lo scenario, dunque, è completamente cambiato. «Adesso ci vorrà del tempo», l’ultima frase del sindaco. Che continua a non voler dare un taglio politico ad una vicenda che invece, soprattutto dopo il consiglio comunale di venerdì scorso, ha assunto connotati che di politico hanno molto. Il Pd ha sollevato il problema, l’Udc ha lasciato intendere di non condividere l’azione solitaria del sindaco nell’annuncio, forse troppo prematuro, dato dallo stesso sulla possibile messa in liquidazione. Messaggi che hanno indotto Buzzanca già in quella seduta di Consiglio a frenare sul futuro di Messinambiente, tanto da indurre il Pd a parlare di “dietrofront” del sindaco. Il dietrofront definitivo si è consumato nella tarda serata di ieri. Adesso l’ipotesi più probabile diventa la ricapitalizzazione. Con quale formula lo diranno… i tecnici?
