Tutti i -papabili- sono approdati a Roma o a Palermo: Genovese, D'Alcontres e Garofalo alla Camera, D'Alia al Senato, Buzzanca all'Ars. Ecco i possibili scenari
Finita una campagna elettorale, ne parte subito un’altra. Il tempo di -smaltire- l’eco delle Politiche e delle Regionali, e la macchina politica messinese si rimetterà in marcia per l’appuntamento probabilmente più sentito dalla città, quello delle Amministrative, che ridaranno un sindaco a Messina e disegneranno il volto della nuova Provincia. C’è subito un dato che balza all’occhio: tutti i possibili candidati alla carica di primo cittadino di cui si è parlato negli ultimi mesi sono diventati (o si sono riconfermati) parlamentari, a Roma o a Palermo. Cambierà qualcosa, questo, in chiave Amministrative? Forse è ancora presto per dirlo, ma la probabilità che Messina si ritrovi a giugno con un sindaco -part-time- sembra a questo punto piuttosto alta.
L’unico candidato sicuro è Francantonio Genovese, che non si è mai tirato indietro dalla corsa a Palazzo Zanca, deciso a riprendersi quella poltrona che il Cga di Palermo gli ha tolto. L’ex sindaco avrà però due ruoli molto delicati: quello di segretario regionale di un Pd ancora ai primi passi, che deve recuperare terreno dopo una tornata elettorale che si può tranquillamente definire fallimentare; e quello di deputato alla Camera tra le fila dell’opposizione al governo Berlusconi. Riuscirà Genovese a conciliare il tutto? Chi lo conosce è pronto a giurare di sì, e che dunque non ritirerà la sua candidatura a sindaco. Anche perché c’è un’altra valutazione da fare: chi, eventualmente, potrebbe sostituirlo? In città c’è praticamente il vuoto attorno a lui, colui che nella passata amministrazione doveva essere il -co-sindaco-, Antonio Saitta, con ogni probabilità nei prossimi giorni dirà addio al Pd, dopo essere rimasto fuori dai giochi sia per le Politiche che nelle Regionali (dove inizialmente era stato inserito nella lista -Finocchiaro presidente-, che come nelle previsioni non ha ottenuto alcun seggio). L’unico che sembra poter tenere il passo è il cognato Rinaldi, che però non ha la stessa forza elettorale di Genovese.
Più incerta la situazione nel centrodestra. Più volte vari esponenti della coalizione che a Messina, come del resto in Sicilia, oltre a Pdl e Mpa conta pure sull’Udc, hanno affermato che solo dopo la doppia tornata elettorale appena passata si sarebbe potuto delineare un quadro più completo. Non è escluso che si aspettasse di vedere chi sarebbe rimasto fuori dai giochi per poi reinserirlo come candidato a Comune o Provincia. In verità Palazzo dei Leoni potrebbe essere già -prenotato-: Nanni Ricevuto, infatti, il grande regista della decadenza -programmata- dell’amministrazione Genovese, è rimasto preventivamente fuori da tutte le liste delle Politiche, nonostante un passato da senatore, deputato e sottosegretario. Per lui si è parlato, appunto, di una più che probabile candidatura alla Provincia, palazzo sostanzialmente -blindato- a favore del centrodestra.
La vera -guerra-, dunque, si consumerà a Palazzo Zanca, dove un pò tutti temono il confronto con il -colosso- Genovese. Il primo nome tirato fuori era stato quello di Francesco Stagno D’Alcontres, candidato in pompa magna dal coordinatore regionale di Forza Italia Angelino Alfano. Una candidatura, quella di D’Alcontres, che però sembra aver perso forza col passare delle settimane, fino alla rielezione alla Camera di ieri, che probabilmente porterà il già tre volte deputato a rinunciare. Si è fatto avanti con forza, e ha più volte ribadito la sua volontà di candidarsi, Gianpiero D’Alia, da più parti indicato come rivale -naturale- di Genovese. L’Udc ha ottenuto un buon risultato a queste elezioni, ma il Pdl, da par suo, si è affermato come primo partito in città, ed è probabile che vorrà presentare un proprio candidato. Inoltre, D’Alia avrà un ruolo se vogliamo ancor più delicato di quello di Genovese: sono solo tre, infatti, i senatori dell’Udc, difficile che il partito di Casini possa permettersi il lusso di averne uno -part-time-. Restano, tra i nomi fatti, Peppino Buzzanca, eletto all’Ars, e Vincenzo Garofalo, ex presidente dell’Autorità portuale e neo deputato alla Camera. Anche in questi casi saremmo di fronte a doppi impegni, ma d’altronde è difficile che il candidato venga fuori oltre questa rosa di nomi. A meno che l’Mpa non voglia dire la sua anche a Messina, ma il suo nome più -spendibile-, Carmelo Lo Monte, ha ottenuto anche lui un posto alla Camera.
Certo è che i tempi stringono e una decisione, il centrodestra, dovrà prenderla. L’ultimo dubbio è: quanto influirà il risultato di Regionali e Politiche sul voto dei messinesi a giugno? Rinaldi del Pd ha dichiarato ieri al nostro giornale di non essere preoccupato, e che storicamente le Amministrative fanno storia a sé. In effetti sono tanti i fattori in gioco diversi, dalle conoscenze personali alle reti clientelari, fino alla forza -centrifuga- che i singoli candidati a sindaco sono in grado di creare intorno a sé. Mancano esattamente tre mesi: una nuova campagna elettorale è iniziata.
