Palazzo Zanca. Caos dipartimento urbanistica: l’auto-difesa di un tecnico esterno, che risponde a Guerrera, Pergolizzi e Restuccia

Palazzo Zanca. Caos dipartimento urbanistica: l’auto-difesa di un tecnico esterno, che risponde a Guerrera, Pergolizzi e Restuccia

Palazzo Zanca. Caos dipartimento urbanistica: l’auto-difesa di un tecnico esterno, che risponde a Guerrera, Pergolizzi e Restuccia

lunedì 07 Marzo 2011 - 07:40

L’ing. Sergio Bruno respinge le accuse di scarsa professionalità e spiega: pratiche di condono edilizio incomplete a causa delle mancate integrazioni sollecitate agli interessati

La denuncia dei consiglieri comunali Domenico Guerrera (Centro con D’Alia), Antonio Restuccia (Mpa) e Nello Pergolizzi (Fli) sulla scarsa funzionalità del Dipartimento urbanistico di Palazzo Zanca, legata a loro dire anche alla poca professionalità dei tecnici esterni incaricati di evadere le pratiche di condono edilizio (vedi articolo correlato), ha provocato la reazione di uno dei professionisti che ha lavorato per conto del Comune. Si tratta dell’ingegnere Sergio Bruno, il quale sentendosi chiamato in causa dalle accuse dei tre esponenti politici ha deciso di difendere il proprio operato e anche quello dei colleghi attraverso una lettera inviata alla nostra redazione .

«Ai numeri presentati dai sigg. consiglieri -scrive – vorrei aggiungere alcuni dati, prendendo lo spunto dalle 55 pratiche a me assegnate e anche dalle 50 pratiche ciascuno assegnate a diversi colleghi che frequento. Per i 55 pratiche di condono da me esaminate e studiate ho richiesto per tutte integrazioni documentali: soltanto 4 richiedenti hanno integrato subito, mentre altri 16 hanno integrato dopo essere stati “trovati” e sollecitati con elenco telefonico e conoscenze personali, gli altri 35 non hanno mai risposto; in tutto ho esitato 20 pratiche di condono, poco più del 30% di quelle esaminate, il rimanente 70% non può essere esitato in quanto le carenze non sono state superate per colpa non mia».

La colpa, dunque, secondo l’ing Bruno non è imputabile ai professionisti, ma ai cittadini che non hanno provveduto a fornire le integrazioni sollecitate.

«Considerato – si legge ancora nella lettera- che quasi tutte le amministrazioni comunali italiane “vantano” 25 anni di ritardi e anche i richiedenti spesso non sono puntuali in quanto 2 persone su 3 non rispondono alla richiesta di integrazioni, mi sembra ingiusto sparare nel mucchio dei professionisti esterni, che dopotutto, in questo guazzabuglio di inadempienze, hanno definito 3125 pratiche di condono in 3 anni quando nei 22 anni precedenti le numerose amministrazioni che si sono susseguite ne hanno definite 930».

L’ing. Bruno interviene anche sulla «favoletta dei 100€ a pratica che sarebbero da noi percepite: anche questo non risponde al vero in quanto per percepire questa somma occorre esitare almeno 25 pratiche, ed è quasi impossibile che 25 richiedenti su 50 rispondano prontamente, considerato che molti sono deceduti».

Nessuna spculazione economica, quindi, secondo il professionista, che anzi dice di averci spesso rimesso di tasca propria. «Personalmente (e sono una goccia nel lago) – scrive – ho prodotto a mie spese oltre 50 raccomandate A/R, circa 1.500 fotocopie, centinaia di telefonate oltre al tempo e al lavoro prodotto e non remunerato. Non mi pento, da persona che rispetta le Istituzioni – conclude – di aver dato il mio contributo al Comune a titolo gratuito, spese comprese, per mero spirito di servizio e di collaborazione, ma non mi sembra di chiedere molto se voglio, almeno, essere lasciato fuori da beghe politiche sterili e ripetitive».

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