Alla vigilia delle decisive votazioni sui bilanci e con una mozione di sfiducia nell’aria, il sindaco restituisce all’Udc la seconda poltrona più importante della giunta, lasciata vacante da Ardizzone
Udc doveva essere e Udc è stata. La nomina a vicesindaco è arrivata e, come del resto si mormorava da settimane, è toccata a Franco Mondello, già assessore al Patrimonio. Mondello è il sostituto naturale di Giovanni Ardizzone, dimessosi nei mesi scorsi per la vicenda del doppio incarico (che non ha fatto muovere di un centimetro, di contro, lo stesso sindaco). Come Ardizzone, Mondello appartiene alla cerchia dei “fedelissimi” di Gianpiero D’Alia, è un democristiano doc e proviene dalla scuola Ccd: tre volte consigliere comunale, quella in corso è la sua prima esperienza da assessore comunale.
Sarà un caso, ma in politica sappiamo che poco è lasciato al caso, ma la nomina da parte del sindaco Giuseppe Buzzanca arriva nel momento più delicato dei rapporti interni all’amministrazione e alla coalizione che lo ha portato a diventare sindaco. Questione di giorni, ormai, e in consiglio comunale approderanno i bilanci (con alcuni elementi proprio dell’Udc che non hanno nascosto grosse perplessità), mentre nell’aria c’è una mozione di sfiducia, che il Pd tenterà di presentare, ma che senza l’appoggio di una quinta colonna nel centrodestra non potrà nemmeno essere messa ai voti (ci vogliono 18 firme, nel Pd sono in 14). Insomma, Buzzanca ha tappato una falla che sapeva di dover tappare e l’impressione è che l’abbia fatto nel momento strategicamente migliore.
