Pdl, Berlusconi incontra Miccichè e pranza coi “lealisti”: «Basta divisioni in Sicilia»

Pdl, Berlusconi incontra Miccichè e pranza coi “lealisti”: «Basta divisioni in Sicilia»

Pdl, Berlusconi incontra Miccichè e pranza coi “lealisti”: «Basta divisioni in Sicilia»

mercoledì 12 Maggio 2010 - 22:11

Il bilancio degli incontri di ieri a Palazzo Grazioli. Il leader del Pdl Sicilia sarebbe disposto a rinunciare al Partito del Sud ma ribadisce l’appoggio a Lombardo. Castiglione: «Il vero ribaltone lo ha fatto il governatore»

Basta con le polemiche, il Pdl in Sicilia deve marciare compatto. Sulle spaccature isolane del suo partito interviene d’imperio Silvio Berlusconi. Che ieri mattina ha incontrato a palazzo Grazioli Gianfranco Miccichè, leader del Pdl Sicilia, prima di pranzare insieme ai cosiddetti “lealisti”. La richiesta è netta: le due parti devono ricucire lo strappo, che in questo momento porterebbe solo vantaggi all’ala intenzionata a seguire sull’Aventino pidiellino Gianfranco Fini. La considerazione di fondo, poi, è anche un’altra: con i chiari di luna che ci sono a Palermo oggi, col caso Lombardo a tenere banco, il Pdl non può permettersi di farsi trovare diviso e dunque impreparato ad un’eventuale appuntamento anticipato con le urne. Che rischierebbe proprio di diventare il “cavallo di Troia” di Fini e compagni, al fianco del Pdl Sicilia, oggi, nell’appoggiare il governo Lombardo a dispetto dell’ala lealista del partito. Il faccia a faccia tra Berlusconi e Miccichè avrebbe portato ad un risultato “a metà”: se da una parte, infatti, il sottosegretario ha ribadito l’appoggio a Lombardo, dall’altro avrebbe acconsentito alla richiesta esplicita del premier di accantonare, almeno per il momento, il progetto del Partito del Sud.

Risultato, quest’ultimo, che trova conferme nella reazione di Giuseppe Castiglione, leader insieme a Domenico Nania (che di Lombardo ha chiesto le dimissioni) della cordata “lealista”: «Prendiamo atto con soddisfazione del fatto che Miccichè abbia abbandonato il progetto del Partito del Sud e che lavori, come noi auspichiamo da tempo, all’unificazione del Pdl: un obiettivo al quale abbiamo lavorato, lanciando continui appelli. Il coordinamento regionale – osserva Castiglione – non è stato messo in discussione, ma se Miccichè dovesse rientrare valuteremo la riorganizzazione del partito assieme». Un’apertura più che significativa. «Per il resto il Pdl nella sua collegialità, e in prima persona il presidente Silvio Berlusconi e le persone deputate – conclude Castiglione – decideranno sul rapporto con il governo Lombardo. Allo stato l’unico ribaltone che conosciamo è quello consumato ai danni degli elettori siciliani dal presidente Lombardo che ha tradito la volontà di chi lo votato».

Insomma, è sull’appoggio al governatore che continuano ad essere ampie le distanze. Sembra ribadirlo il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Michele Cimino, esponente di spicco del Pdl Sicilia: «Abbiamo notizie positive in merito all’incontro romano tra Berlusconi e Miccichè. Il presidente del Consiglio ha voluto Lombardo presidente della Regione e noi stiamo sostenendo questo percorso che è stato definito all’epoca delle scelte delle candidature, sperando che questo indirizzo possa essere conservato. In Sicilia – ha aggiunto Cimino – abbiamo bisogno di un confronto con il governo nazionale per dare risposte a questa nostra terra che vive una stagione di grandi emergenze e il raffronto con Berlusconi è quotidiano».

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