Ieri battibecco Rao-Ricevuto, il consigliere chiedeva ancora lumi sul progetto avviato nel 2004 da Leonardi, per il presidente il ruolo di raccordo spetterebbe alla Prefettura. E sul Regolamento inteviene l’ex assessore Duca: «Inviato all’ufficio di presidenza pochi mesi dopo il mio insediamento. Sarà in qualche cassetto»
Da qualsiasi angolatura lo si osservi, il Piano Provinciale di Protezione Civile rappresenta un autogol pesante per la Provincia Regionale di Messina. La storia è lunga, datata. Nel maggio del 2009 vi avevamo raccontato, passaggio dopo passaggio, l’iter che aveva portato alla stesura della bozza organizzativa-strutturale mai approvata a palazzo dei Leoni e i contenuti della bozza stessa. Da allora diversi consiglieri provinciali di opposizione, su tutti il consigliere del Pd Pippo Rao, hanno provato a sollecitare l’amministrazione per avere notizie utili sullo strumento, chiedendo anche l’intervento del Prefetto Francesco Alecci. Eppure risposte certe non ne sono mai arrivate, fino a ieri, quando in occasione dell’esercitazione della Protezione Civile, nell’ambito della settimana della sicurezza, proprio l’esponente del Partito Democratico è arrivato al muro contro muro “mediatico” con il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, che ha scoperto ancora una volta i propri nervi, in questa fase apparsi tesissimi.
Ma andiamo con ordine. Tutto ha inizio il 5 novembre 2004, quando l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individua la Società AST Sistemi S.p.a. per l’affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del “Piano Provinciale Generale di Protezione Civile” e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro, trovante capienza nel Peg 2004. La determina presidenziale trova riscontro in una successiva determina dirigenziale datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale viene approvato lo “schema del Foglio Patti e Condizioni” che determina l’affidamento all’AST Sistemi e al contempo impegna la somma di centoventimila euro (compresa di iva) proveniente da due voci del Bilancio 2004. La convenzione con l’Ast ha scadenza 31 dicembre 2005, ma appena un giorno prima, con determina presidenziale sempre di Leonardi, alla stessa società viene conferito un altro incarico: nell’ambito della piano provinciale vengono individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare “Zone d’Ammassamento”, e proprio all’Ast Sistemi viene affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la meta-progettazione per l’organizzazione e l’allestimento delle aree polivalenti attrezzate. Le risorse finanziarie per la copertura dell’incarico vengono “addirittura” prelevate dal fondo di riserva ordinario, secondo delibera di Giunta: settantamila euro. La decisione di affidare l’incarico nuovamente ad un soggetto esterno e non alle professionalità dell’Ente, viene giustificato spiegando che i dipendenti sono “impegnati in altri gravosi importanti incarichi e non possono assicurare in tempi brevi la definizione di tutte le problematiche connesse all’attuazione di un sistema complessivo di Protezione Civile adeguato alla quantità dei rischi che possono interessare il territorio”.
Il progetto si blocca e poi riprende tre anni dopo (2008), quando tra le risorse finanziarie destinate alla voce Protezione Civile risultano ancora centomila euro proprio per “interventi per acquisizioni finalizzate ad attrezzare le aree polivalenti di Protezione Civile”, sempre in vista dell’attivazione. Tra le altre voci presenti spiccano le spese per la vigilanza delle spiagge, circa cinquantamila euro, le spese per la riparazione e manutenzione centro radio, altre quarantamila euro e le spese per l’attivazione del numero verde provinciale (centomila euro circa), il cui capitolo è stato inserito nelle risorse destinate al VI° Dipartimento, ma che in realtà serviva tutto l’Ente.
Nessuna notizia invece dell’apposito Regolamento in qualche modo connesso al Piano, predisposto e trasmesso alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. Da allora nessun passaggio in Giunta per il via libera e conseguentemente nessuna proposta di approvazione da “girare” al Consiglio. E arriviamo ai giorni nostri, Rao che sussurra qualcosa a Ricevuto e poi giornalisti che intervistano il consigliere del Pd. Lo stesso rappresentante del centro-sinistra punta l’indice, tra le righe, sul controsenso intrinseco nella posizione della Provincia, che da una parte partecipa alla simulazione della Protezione Civile e dall’altra non farebbe quanto di proprio dovere: «Non abbiamo notizie del Piano di Protezione Civile, nonostante le costanti vicende emergenziali di dissesto del territorio e le drammatiche conseguenze che hanno colpito varie realtà del territorio provinciale». Ricevuto sente e interviene ai microfoni dei giornalisti: «Quello che ho sentito non è vero, non esiste alcun piano di Protezione Civile provinciale. Le competenze sono dei Comuni e il ruolo di raccordo spetta alla Prefettura». Ed ecco perché da qualunque parte la si guardi risulta essere un paradosso. Se infatti il Piano non vedrà mai la luce, tutti i soldi spesi all’epoca di Leonardi è come se fossero stati gettati nel cestino. Se invece così non fosse, e qualche passaggio fosse “saltato”, questi soldi sarebbero stati spesi solo per sistemare poi i progetti in uno scaffale ormai anche impolverato.
Il Regolamento è in questo senso un tassello mancante. Lo prova a riempiere l’ex assessore Gaetano Duca, fino a qualche mese fa componente della giunta Ricevuto. «Ho inviato al presidente il Regolamento di Protezione civile (nell’articolo correlato in basso tutti i dettagli), esitato dagli uffici, qualche mese dopo l’insediamento e poi altre volte successivamente – spiega -. E così anche il Regolamento acque interne ad esempio. Saranno finiti in qualche cassetto. L’approvazione del regolamento di Protezione Civile risulta essere anche propedeutica alla creazione di un Dipartimento specifico. Un’Unità Operativa, senza risorse adeguate, non è in grado di operare. Eppure diverse cose sono state fatte nel corso dei mesi, anche se a costo zero». Il nuovo Dipartimento, secondo quanto previsto dal Regolamento, assumerebbe non solo compiti di tipo amministrativo, ma anche di informazione e di coordinamento delle attività di previsione e di prevenzione. Due i servizi tecnici previsti, che dovrebbero essere guidati da altrettanti dirigenti: “Emergenze” (organizzazione, sala operativa, collegamento con regione e comuni della provincia, coordinamento con il Comitato Provinciale di Protezione Civile, vigilanza e controllo, primo soccorso) e “Pianificazione/Programmazione” (coordinamento e redazione Piano Provinciale, aggiornamento banca dati e cartografia tecnica, informazione, studio, progettazione).
