In una nota, il consigliere comunale bacchetta i colleghi del Pdl che hanno chiesto un rinvio, ma anche quelli del Pd , e lancia un appello a Buzzanca affinché ricompatti la maggioranza in Consiglio e metta d’accordo la sua squadra di assessori
Il Piano strategico Messina 2020, arrivato in Consiglio comunale venerdì mattina, tornerà in aula domani pomeriggio. Nella scorsa seduta, nonostante ben quattro ore di dibattito – preceduto dalla relazione dell’assessore Gianfranco Scoglio, proponente della delibera con il documento guida del Piano – la votazione è, infatti, saltata per volontà del Pdl (vedi articolo correlato). Dopo un rapido confronto con i pochi colleghi presenti, il capogruppo (dimissionario) del partito di Berlusconi Pippo Capurro, ha chiesto un rinvio, lasciando perplessi gli alleati – soprattutto quelli dell’Udc, partito spesso accusato di remare contro la maggioranza ma questa volta a favore della delibera – ed evidenziando ancora una volta le profonde spaccature all’interno del Popolo della Libertà.
Sull’esito delle seduta di venerdì del Civico Consesso, ma più in generale sull’importanza del Piano strategico interviene il consigliere comunale, eletto nelle fila del Pd ed oggi al Gruppo misto, Paolo Saglimbeni. In una nota, che ha il sapore del ‘sermone’, bacchetta i colleghi e rivolge un appello a Buzzanca affinché ricompatti la maggioranza in Consiglio e metta d’accordo la sua squadra di assessori.
«Per rimediare la figuraccia di venerdì – scrive Saglimbeni – non è più sufficiente che domani il Piano Strategico sia approvato a larga maggioranza dal Consiglio Comunale; è indispensabile che alla seduta partecipino il Sindaco, la Giunta e i dirigenti di area. La città, che ha compartecipato alla redazione del Piano Strategico con organizzazioni imprenditoriali, sindacato, liberi professionisti, associazionismo, deve sapere da chi e per quali ragioni lo strumento di programmazione politica considerato dall’Ue trainante per lo sviluppo del territorio e privilegiato ai fini dell’accesso alle agevolazioni comunitarie, viene sostenuto».
«Ora – continua il documento- mentre non sorprende più nessuno il no del solito Pd, evanescente e inconcludente quando c’è in gioco l’interesse della città, e, al contrario, rappresenta una conferma il sì dell’Udc, capace di isolare i soliti bastian contrari dimostrando responsabilità e amore per la città, è preoccupante l’altolà del Pdl. Il partito dell’assessore proponente, Scoglio, non può, all’ultimo momento chiedere pause di riflessione rivelando spaccature gravissime dentro il Pdl e in seno all’amministrazione attiva».
«Visto che c’è in gioco la strategia politica dei prossimi dieci anni, alla cui elaborazione tutti hanno avuto modo di, e dovrebbero aspirare a, contribuire – conclude il consigliere comunale- il Sindaco deve impegnarsi a sanare tale frattura ricercando appunto una larga maggioranza in Consiglio e mettendo in sintonia la propria giunta e la dirigenza per garantire coerenza e tempestività alla realizzazione del Piano. L’amore per Messina lo impone».
