Politica troppo costosa, tasse “salate”, lavoro assente. Le tematiche affrontate dalla Uil in vista della manifestazione nazionale

Politica troppo costosa, tasse “salate”, lavoro assente. Le tematiche affrontate dalla Uil in vista della manifestazione nazionale

Politica troppo costosa, tasse “salate”, lavoro assente. Le tematiche affrontate dalla Uil in vista della manifestazione nazionale

martedì 28 Settembre 2010 - 09:50

Questa mattina riunione del nuovo comitato direttivo della Uil Messina nei locali di Contesse. I rappresentanti sindacali esaminano le spese per il -mantenimento dei palazzi”: “I cittadini continuano a mantenere le spese di una classe politica che non rispetta gli impegni presi”

“Meno costi per il lavoro, più lavoro per l’Italia”. Questo lo slogan della manifestazione nazionale organizzata a Roma per il prossimo 9 ottobre da CISL e UIL per chiedere al governo nazionale di aumentare le detrazioni da lavoro dipendente e da pensione, diminuire il peso dell’imposta sul reddito delle persone, rafforzare gli strumenti di sostegno alla famiglia e la lotta all’evasione fiscale e realizzare riforme di sistema per una crescita che riduca gli attuali squilibri territoriali, in particolare nel Mezzogiorno.

Una manifestazione che questa mattina ha costituito uno degli spunti di riflessione per il Comitato Direttivo della Camera Sindacale provinciale UIL di Messina, aperto, come sempre dalla relazione del segretario generale Costantino Amato. “La manifestazione di giorno 9 a Roma – dichiara Amato – si accompagna ad una delle battaglie più dure portate avanti dalla UIL, ossia quella per la riduzione dei costi della politica. Costi che non solo ci appaiono in certi casi ingiusti, ma che a volte risultano addirittura fastidiosi in un momento in cui nel nostro Paese esistono milioni di persone alle prese con una crisi senza precedenti che sta mordendo soprattutto sul piano dell’occupazione. Ecco perchè riteniamo che tagliare stipendi e indennità, ridurre il numero di componenti degli organi elettivi, snellire gli apparati burocratici e rivederne le funzioni costituisce al momento una questione di equità soprattutto a fronte delle condizioni di vita di lavoratori e pensionati. I cosiddetti costi della politica sono, infatti cresciuti nell’ultimo decennio del 40 per cento ad un ritmo che è il doppio rispetto agli aumenti delle buste paga.”

“Basta guardare al governo regionale e alle amministrazioni locali – prosegue Amato – per capire che questa politica inconcludente, preoccupata solo della poltrona, non solo non risponde alle esigenze dei cittadini e non risolve i problemi, ma li crea.
Quanto ci costa infatti?”

L’analisi del sindacato.

Secondo l’elaborazione fatta dal sindacato dei dati tratti dai siti delle regioni, la Regione Sicilia, con i suoi 90 consiglieri, 13 componenti della giunta regionale e 13 commissioni consiliari, ci è costata, da gennaio ad oggi, solo per le spese di funzionamento di giunta e consiglio 158 milioni e 350 mila euro.

Meglio non va se consideriamo le spese complessive, il numero di consiglieri e assessori e le spese di funzionamento di giunta e consiglio per la Provincia Regionale. Se consideriamo la spesa complessiva (spesa corrente, investimenti e rimborso mutui) la gestione di Palazzo dei Leoni ci è costata nell’ultimo anno 150 milioni 172 mila 980 euro, ai quali dobbiamo aggiungere i quasi 8 milioni (dati tratti dai bilanci consuntivi 2008 forniti dal Ministero degli Interni) delle spese di funzionamento, compreso il personale addetto, di Consiglio e Giunta.

E se guardiamo al Comune la situazione non è certo migliore. In base ai dati tratti dai bilanci consuntivi 2008 forniti dal Ministero degli Interni, Palazzo Zanca, con i suoi 45 consiglieri (48 con Presidente, Vicepresidente e Vicepresidente vicario), 16 membri di giunta, 13 commissioni, 6 circoscrizioni e un direttore generale, ha speso nell’anno di riferimento 13 milioni 742 mila 251 euro per il funzionamento di giunta e consiglio.
Una cifra alla quale vanno ad aggiungersi i 500 milioni e più di spese correnti, investimenti e rimborsi mutui. Senza contare gli importi impegnati ed erogati dalla regione Sicilia (al 27 luglio 2010, dati Ministero dell’Innovazione) per la retribuzione dei 13.890 incarichi conferiti dalla pubblica amministrazione. Importi dal valore di 143 milioni 717 mila 631 euro impegnati e 46 milioni 629 mila 904 euro erogati, con una media di 10 mila 346 euro ad incarico.

“Forse – conclude Amato – è il caso di pensare ad una azione collettiva che restituisca ai cittadini tutti questi soldi spesi per mantenere una classe politica che nel tempo non ha rispettato gli impegni presi ed ha pensato al proprio interesse personale e di partito. Basta con gli sfarzi, basta con le auto blu, basta con gli assessorati pletorici, con le commissioni, fucine di doppi gettoni di presenza.
Basta con i politici “fannulloni”. E’ giunta l’ora che si applichi il principio della meritocrazia anche alla politica. Chi non fa il proprio dovere deve andare a casa. “

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