PdL ed Mpa rilanciano con un documento quanto dichiarato ieri dal capogruppo dell’Udc, Saro Sidoti: opere complementari e non alternative. Il Centro con D’Alia e Pd preparano una mozione per chiedere priorità per la messa in sicurezza del territorio
Da una parte la -bomba idrogeologica- che negli ultimi anni ha causato danni su danni nella nostra Provincia, ultimo in ordine di tempo l’alluvione che ha sconvolto la zona sud di Messina provocando morte e distruzione. Dall’altra un progetto: il Ponte, chiamato in causa ogni qualvolta si parli di Stretto. Strumentalizzazioni o meno, si è fortemente riaperto il dibattito intorno alla costruzione della grande opera dopo le dichiarazioni di Berlusconi, Ciucci e Matteoli, tra chi è convinto che l’apertura dei cantieri possa convivere con i lavori di messa in sicurezza del territorio e chi invece sostiene che prima di ogni altra cosa si deve dare la certezza ai cittadini di potere stare tranquilli nelle proprie case.
Dibattito che si è aperto anche a Palazzo dei Leoni. Così oggi i gruppi GdL, PdL, Forza Azzurri, Mpa e Autonomisti di Base hanno sottoscritto un documento per sottolineare come, secondo loro, le due “opere” siano complementari e non alternative. «L’emergenza che il nostro territorio deve affrontare è prioritaria – scrive Giuseppe Galluzzo, capogruppo della GdL e presidente della commissione Ponte -, ma l’impegno che deve essere profuso da tutti in questa direzione non può distogliere da altri impegni che riguardano lo sviluppo economico e turistico della nostra provincia. Così la realizzazione del Ponte sullo Stretto, per modalità di esecuzione e gestione, per tempi e reperimento di risorse, è ben diversa da quelle che necessità l’emergenza idrogeologica».
Parole identiche a quelle espresse ieri dal capogruppo dell’Udc, Saro Sidoti, secondo il quale risulta opportuno operare in “entrambe le direzioni” (vedi articolo correlato in basso). Qualche giorno fa invece, Matteo Francilia, capogruppo alla Provincia dell’Udc-D’Alia, aveva chiesto l’interruzione immediata dell’iter Progetto Ponte di Messina e la destinazione delle risorse necessarie alla realizzazione dell’opera alla ricostruzione dei centri colpiti dall’alluvione ed alla messa in sicurezza di tutto il territorio provinciale e regionale attraverso la creazione di vie di fuga, ulteriori svincoli autostradali, strade intercomunali alternative, il rimboschimento, la raccolta e canalizzazione delle acque bianche, la pulizia dei torrenti studi geologici in tutti i comuni. Posizione appoggiata anche dal Pd e riproposta oggi in occasione dell’incontro con la stampa. Proprio i gruppi Il centro con D’Alia e Pd, domani dovrebbe presentare una mozione sul “contrasto” ponte-emergenza.
Intanto il quotidiano “Liberazione” ha lanciato una campagna di raccolta firme (http://strettonecessario.liberazione.it/), appoggiata anche dal Prc di Messina, proprio fermare il Ponte e stornare le risorse per la messa in sicurezza del territorio. «Si abbandoni il più inutile e dispendioso fra i progetti di grandi opere – si legge nel testo di presentazione -, il Ponte sullo Stretto di Messina, per investire su un grande progetto di bonifica e di messa in sicurezza di tutte le abitazioni che si trovano in uno stato di palese inadeguatezza, cominciando dagli edifici pubblici, nelle aree al di qua e al di là dello Stretto medesimo, notoriamente ad altissimo rischio sismico. Una simile scelta, improntata ad un’ancora inedita lungimiranza, contribuirebbe a scongiurare altri lutti, altre distruzioni e a formare una diversa cultura ecologica, fondata sulla prevenzione, sul risparmio del territorio, sullo sviluppo della bioedilizia, sull’impiego di fonti di energia rinnovabili, sulla messa al bando della speculazione affaristica fra imprese e potere politico, sull’attivazione di severi ed efficaci controlli amministrativi. Insomma, l’attenzione generale che il dramma abruzzese ha calamitato su di sé, può essere ora trasformata in un’occasione di cambiamento, in un’altra idea di società e di Paese». Tra i primi firmatari anche Rita Borsellino.
Emanuele Rigano
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