Prelievi dal fondo di riserva del Comune: 50mila euro per Juventus-Monaco, 90mila per conferire a Motta S. Anastasia

Prelievi dal fondo di riserva del Comune: 50mila euro per Juventus-Monaco, 90mila per conferire a Motta S. Anastasia

Redazione

Prelievi dal fondo di riserva del Comune: 50mila euro per Juventus-Monaco, 90mila per conferire a Motta S. Anastasia

lunedì 12 Gennaio 2009 - 14:47

Le delibere sono del 31 dicembre scorso. Il fondo è «utilizzato nei casi di esigenze straordinarie di bilancio o di dotazioni degli interventi di spesa corrente insufficienti»

Ognuno di noi ha un proprio salvadanaio, magari a forma di porcellino, da mandare in frantumi quando il portafogli è vuoto e urge una qualche somma per una spesa imprevista. Il discorso vale anche per gli enti locali, compreso il Comune di Messina, e il salvadanaio in questione si chiama “fondo di riserva-. Il suo utilizzo è regolamentato dall’art. 166 del decreto legislativo n. 267 del 2000, meglio conosciuto come Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali. «Il fondo – dice la legge – è utilizzato, con deliberazioni dell’organo esecutivo da comunicare all’organo consiliare nei tempi stabiliti dal regolamento di contabilità, nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio o le dotazioni degli interventi di spesa corrente si rivelino insufficienti». Inoltre, si legge nel regolamento contabile del Comune di Messina che «i prelevamenti dal fondo di riserva possono essere deliberati fino al 31 dicembre di ciascun anno».

Una scadenza presa alla lettera dall’amministrazione comunale, che proprio il 31 dicembre scorso, deliberava due prelievi di una certa importanza dal fondo di riserva, che prima di allora ammontava a più di 521mila euro. La prima somma è di 50.000 euro, quelli che il Comune ha stornato, su proposta del sindaco Buzzanca, per l’organizzazione dell’amichevole Juventus-Monaco, svoltasi poi il 6 gennaio allo stadio San Filippo. Si tratta della fetta più piccola di un investimento totale di circa 350mila euro, coperto quasi per intero da tre agenzie private di organizzazione eventi (alle quali, ovviamente, sono andati anche gli introiti), e che prevedeva un cachet di circa 200mila euro per la Juventus e di poco meno della metà per il Monaco.

E’ curioso che la deliberazione della giunta sia avvenuta proprio il 31 dicembre, qualche ora prima di una notte che ha visto le piazze messinesi vuote o, in rari casi, visitate da gruppi improvvisati di cittadini vogliosi di stappare una bottiglia con qualcuno senza per questo doversi affidare ai cenoni o alle feste organizzate dai locali. Nessuna somma stanziata per la notte di San Silvestro, nessun capodanno in piazza nonostante i successi e gli alti indici di gradimento degli anni passati, ma 50.000 euro per una partita che, va detto, ha avuto il merito di riportare allo stadio oltre 20mila persone (molte delle quali della provincia), riaprendo però allo stesso tempo una dolorosa ferita chiamata Messina calcio. Scelte, che possono offrirsi a critiche o apprezzamenti.

L’altro prelievo importante, e che apre un’altra triste pagina della storia della gestione della cosa pubblica a Messina, riguarda ben 90.000 euro all’Ato3, necessari per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Motta S. Anastasia, vista la chiusura dell’impianto di Mazzarrà S. Andrea. L’amministrazione ha già manifestato la propria intenzione di realizzare una discarica in città, per diminuire costi che, se sommati negli anni, raggiungono numeri vertiginosi. Ma se da un lato la soluzione Venetico (della quale si sarebbe dovuto discutere oggi in commissione consiliare, se questa non fosse andata deserta) trova resistenze in loco, dall’altro quella inserita nel piano triennale delle Opere pubbliche, Pace, si scontra con l’oggettività della legge sulle Zps. Intanto si continuano a pagare cifre esorbitanti, con una città che non brilla certo per la pulizia delle sue strade.

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