Per il rappresentante del governo la realizzazione dell'attraversamento stabile occupa il primo posto nell'agenda del governo insieme all'avvio della Banca del Sud
Più passano i mesi e più si procede a tappa forzate nell’iter di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.. Ieri in città, il presidente dell’Anas e attuale amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci ha annunciato che sarà lui a ricoprire il ruolo di interlocutore per la realizzazione del Ponte e delle cosìdette opere compensative ad esso connesse. Oggi invece a parlare della “materializzazione” dell’attraversamento stabile tra le sponde di Scilla e Cariddi è il sottosegretario alla presidenza Paolo Bonaiuti che dichiara: “I prossimi progetti che verranno realizzati per il mezzogiorno senza alcuna deroga, saranno la banca del sud e il ponte sullo Stretto”.
Solo un’illusione, dunque, quella di coloro che, all’indomani della tragedia del primo ottobre nei villaggi di Messina sud, ritenevano che la costruzione della grande infrastruttura potesse essere almeno momentaneamente messa da parte, putando prima di tutto ad una messa in sicurezza dell’intero territorio della provincia che, ormai lo hanno capito proprio tutti, è ad alto rischio di dissesto idrogeologico. Le affermazioni di Bonaiuti, infatti, giungono a qualche giorno di distanza dalla “spinta” giunta dal Cipe, il comitato interministeriale per la progammmazione economica, che messo a disposizione un milione e trecento mila euro da destinare alla realizzazione di tutte gli interventi “propedeutici” al Ponte.
Sulla questione dei finanziamenti e dunque sull’apertura dei cantieri, Bonaiuti afferma: “Questa grande opera fa parte di una serie di grandi infrastrutture alla quale il governo ha gia’ destinato 23 miliardi di euro”. Riguardo ai timori che queste iniziative possano andare in contrasto con i nostri conti pubblici Bonaiuti ricorda che ”il governo ha varato un piano di bilancio pubblico per tre anni che ha ricevuto l’approvazione”. Di sostegno economico si è parlato anche nel corso dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Zanca, queste le cife elencate da Ciucci: dei 6,3 miliardi di euro, cifra prevista come investimento complessivo necessario, il presidente dell’Anas ha confermato che entro dicembre se ne avranno circa un terzo: 1,3 miliardi di fondi ex Fintecna più 1,2 miliardi di ricapitalizzazione della società Stretto di Messina. Ricapitalizzazione avvenuta, anch’essa, solo per un terzo (300 milioni): gli altri 900, assicura Ciucci, verranno deliberati per l’aumento di capitale da eseguire entro il 2014. «Per quanto riguarda il restante 60 per cento – riferisce – sarà reperito tramite finanziamenti sui mercati nazionali ed internazionali dei capitali secondo lo schema tipico del project finance». Ma ad oggi, di privati disposti ad investire circa 4 miliardi di euro, non se ne vede l’ombra.
Numeri e cifre non fanno poi che alimentare il dibattito, ormai quasi quotidiano, sulla fattibilità del progetto Ponte Sullo Stretto. E sul fronte del No al Ponte, si profila intanto un doppio appuntamento: quello del primo dicembre, oragnizzato a Torre Faro, e quello sul versante calabro in programma giorno 19 dicembre a villa San Giovanni, a pochi giorni di distanza dell’inizio dei lavori alla stazione ferroviaria di Cannitello-Villa San Giovanni.
