La linea è stata tracciata dal presidente Ricevuto e rilanciata dall’assessore Bisignano: «Come soci o fondatori versiamo contributi e quote associative ma siamo fuori dalle attività di gestione». Sulle Partecipate l’iter di dismissione da ultimare entro dicembre 2010. Per l’Ato idrico, dopo l’assemblea andata a vuoto, il presidente scrive ai sindaci: «L’approvazione dei bilanci è passaggio fondamentale»
La linea è stata tracciata qualche giorno fa dal presidente Nanni Ricevuto in occasione della presentazione della settantunesima Fiera Campionaria. La Provincia Regionale uscirà da tutti gli Enti sotto gestione commissariale. Una decisione, come specificato dallo stesso numero uno di palazzo dei Leoni, rientrante nell’ottica di un ragionamento politico e non orientato ad esasperare conflitti tra enti o beghe di partito. Una posizione condivisa dalla giunta, rilanciata dall’assessore alle Partecipate, Michele Bisignano, che annuncia novità imminenti: «Alcuni commissariamenti sono addirittura illegittimi – sottolinea -, perché si protraggono oltre i periodi previsti dai singoli statuti. Con ciò di fatto si escludono i soci o i fondatori dalle attività di gestione, nonostante questi stessi siano poi comunque obbligati al versamento dei contributi o delle quote associative».
I riferimenti sono a diversi Enti, dalla già citata Fiera al Consorzio Asi, dall’Ente Porto al Cas, dal Consorzio di Bonifica allo Iacp. Sul destino di alcuni di questi pendono i piani di riorganizzazione di matrice regionale, anche se sui tempi restano importanti punti interrogativi. «Chiediamo nel più breve tempo possibile la ricostituzione dei consigli di amministrazione – continua Bisignano -, a prescindere dai risultati ottenuti dai singoli “amministratori provvisori”. Non è una richiesta finalizzata alla disponibilità di posti di sottogoverno, ma un diritto sancito dagli statuti».
Un discorso analogo l’assessore lo porta avanti per le società Partecipate (si badi bene, non Enti), per le quali si è in attesa di portare a termine il piano di dismissione. Tre sono i fattori che l’Ente considererà nella valutazione dei vari organismi: l’eventuale sovrapposizione tra soggetti che operano nello stesso settore o che hanno la stessa finalità, con l’obiettivo eventuale di unificare tali realtà; i risultati raggiunti; la situazione finanziaria. Dopo l’invio dello screening alla Corte dei Conti, l’iter che dovrà concludersi entro dicembre 2010 prevede la definizione di una delibera che dovrà contenere l’intero piano di fuoriuscita dalle società ritenute dispendiose e/o poco produttive. L’atto dovrà essere approvato dal Consiglio provinciale, mentre le successive singole delibere di uscita potranno poi “semplicemente” transitare dalla giunta.
Capitolo finale dedicato all’Ato Idrico. Nell’ultima Assemblea dei sindaci non si è riusciti a raggiungere il numero legale (vedi correlato in basso), motivo per cui Ricevuto ha inviato un fonogramma a tutti i sindaci per sollecitare la loro presenza nel corso del prossimo incontro programmato per il 10 agosto, e nel quale bisognerà approvare i bilanci dal Consuntivo 2004 al Previsionale 2010: «Questo punto costituisce un passaggio fondamentale per il raggiungimento di alcuni obbiettivi, a partire dalla prossima riapprovazione del Pot ed alla sottoscrizione dell’accordo di programma quadro con la struttura commissariale», ha scritto il Presidente. (foto Daniele Chitè)
