I Franza:-Piena fiducia nella Giustizia. Regolari tutti gli atti posti in essere nel tempo-. E poi l'affondo:-Tutte le difficoltà incontrate in questi anni confermano l'adeguatezza della scelta di non iscriverci in B"
Dopo la notifica all’ F.C. Messina del sequestro preventivo delle “aree degli Stadi Celeste e S. Filippo, destinate alla realizzazione di un centro bipolare dello sport – è arrivata nel giro di poche ore la risposta della società diretta interessata. I Franza sottolineano che il provvedimento è stato preso con l’intento di prevenire l’utilizzo a fini non sportivi delle aree, previsto dall’Accordo Procedimentale stipulato tra il Football Club e Comune di Messina nell’Aprile del 2006, ed evidentemente ritenuto vigente, efficace e pienamente operativo da chi ha preso questa decisione.
Gli armatori nonostante il sequestro, scrivono che gli impianti, oggetto di una concessione pluriennale ad uso sportivo, resteranno comunque entrambi nella disponibilità della società, la cui squadra continuerà ad allenarsi regolarmente e a disputare gli incontri. “Pur non condividendo i contenuti e i presupposti di tale provvedimento – continuano – basato sostanzialmente sulla presunta elusione delle procedure concorsuali per la definizione del procedimento, ribadiamo con forza l’assoluta fiducia della scrivente nella Giustizia che, confidiamo, non potrà che acclarare la regolarità di tutti gli atti posti in essere nel tempo nell’esclusivo interesse della valorizzazione e rilancio dello sport messinese e dell’economia locale-.
Viene rilevato però, che mentre in tante altre piazze italiane accordi assolutamente analoghi, nei modi e nei contenuti e nel tipo di procedura seguita, trovano, col sostegno della cittadinanza e delle istituzioni, attuazione e celere compimento, garantendo così il sostegno e la crescita dello sport cittadino, così non è a Messina. Dimenticando però forse, che in queste ‘altre piazze’ l’atteggiamento e la gestione della società è ed è stata di ben altro tipo, strutturata in tal modo che tra alti e bassi, tra una retrocessione ed una promozione, garantisca quantomeno il professionismo a livello di categoria di militanza.
Ma il top viene raggiunto nel passaggio successivo: “Negli anni passati non si è mai concretizzato nessun reale supporto, se non del pubblico presente allo stadio quando la squadra andava bene, agli sforzi economici e di dispendio di energie sopportati per la crescita della squadra di calcio cittadino nelle massime serie, in vista anche degli sviluppi futuri e a beneficio anche dell’interesse pubblico –
Tutte le difficoltà incontrate nel tempo, tra cui gli accadimenti odierni, confermano l’adeguatezza della scelta fatta a Giugno di non iscrivere la squadra nel campionato di Serie B. Una scelta dolorosa e sofferta, determinata anche dall’evanescenza delle promesse e dei reiterati solenni impegni di portare a compimento nei più brevi termini le previsioni dell’Accordo Procedimentale, un’iniziativa avviata dal 2003 e non ancora perfezionata, la sola che ancora oggi potrebbe garantire (con nuovi appassionati e imprenditori alla guida della società) la rinascita del calcio cittadino fino ai massimi livelli-.
Secondo i Franza infine tali difficoltà rendono ancora più difficoltoso reperire nuovi imprenditori e nuovi appassionati che intendano investire nella città e nella squadra del Messina, per rilanciare il calcio cittadino quando il Gruppo Franza uscirà definitivamente dalla gestione della squadra cittadina.
