Le componenti della Congregazione chiedono lo sblocco dell'iter di realizzazione della rotatoria che favorirebbe il passaggio dei pullman dei fedeli verso la struttura -Casa Guardia- di Faro Superiore
E’ sempre “lei”, quella burocrazia infinitamente lenta che spesso blocca per anni l’avvio di interventi concreti sul territorio, capace di far perdere la pazienza anche alle componenti della Congregazione Figlie del Divino Zelo. Da anni chiedono la creazione di una rotatoria nel tratto che dalla Strada Panoramica dello Stretto conduce a Faro Superiore, così da rendere agevole l’afflusso dei pullman carichi di pellegrini che vorrebbe visitare la Casa di Guardia di Faro Superiore, ma che spesso, proprio a causa di quella strettoia, rimangono -intrappolati-.
«Il progetto, già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche – spiega Suor Daniele Pilotto, una delle componenti della Congregazione – necessita solo di una valutazione geologica per essere cantierabile e quindi accedere ai bandi europei. La Congregazione interessata alla promozione sociale ed economica della città – continua suor Polizzi – si è già esposta finanziariamente con investimenti propri ed è impegnata in un ulteriore sforzo finanziario a supporto dell’accoglienza di gruppi di pellegrini di tutto il mondo, che studi di settore considerano tra 15 e 20 mila presenze». Un’ottima prospettiva per l’incremento del turismo religioso, considerata anche il valore storico della struttura, che trova le sue origini nell’antico quartiere Tirone dove insistono la Chiesa dello Spirito Santo e la Casa Madre della Congregazione (diffusa, oggi, nei cinque continenti) e l’Istituto Scolastico Paritario che educa i giovani dalla sezione Primavera sino ai Licei Artistico e Scientifico.
Ciò che appare però interessante evidenziare è la richiesta, anche questa ben precisa, che la Congregazione rivolge alle istituzioni rispetto ai rischi dell’edilizia selvaggia: «Chiediamo di vincolare i terreni di proprietà della Congregazione, per evitare speculazioni su quello che potrebbe diventare un’importante struttura ricettiva al servizio dei pellegrini e dei familiari dei degenti del vicino ospedale “Papardo”, nell’interesse generale della comunità cittadina».
Nelle foto il tratto di strada che impedisce il passaggio dei mezzi e la Casa Guardia di Faro Superiore
