L'assessore alla Toponomastica si dice rammaricato per non poter dare corso ad un impegno che lui stesso aveva assunto ed intitolare la rotatoria a Bianca Di Stefano, una delle tante vittime della strada
Ieri le polemiche dei presidenti della III e IV circoscrizione De Salvo e Quero sulla intitolazione dello spazio della rotatoria di viale Europa a Boris Giliano , oggi le precisazioni dell’assessore alla Toponomastica, Carmelo Santalco,che replica all’accusa di -arroganza politica- (vedi articolo correlato) dei due rappresentanti di quartiere.
“Meravigliano le polemiche dei Consigli Circoscrizionali del III e IV quartiere, specificatamente nelle persone dei rispettivi Presidenti – scrive una nota di precisazione l’assessore Santalco -. Abbiamo seguito tutto l’iter insieme a loro ed è vero che io stesso ho sollecitato gli atti per arrivare in tempi brevi all’intitolazione della rotatoria di viale Europa a Bianca Di Stefano. Io stesso ho incontrato i familiari prendendo un impegno in tal senso. Pur tuttavia, essendo mia intenzione produrre atti amministrativi che non siano in contrasto con la Legge, ho voluto approfondire la questione sul piano legislativo e regolamentare ed ho verificato che “nessuna strada o piazza pubblica può essere intitolata a persona che non sia deceduta da almeno dieci anni, fatta eccezione per i caduti in guerra o in eventi eccezionali o per la causa nazionale: vittime della mafia, del terrorismo e del lavoro”.
-Di questo fatto ho voluto prontamente informare i Presidenti De Salvo e Quero, illustrando quali difficoltà sarebbero sorte se la Giunta avesse approvato una delibera in contrasto con la Legge. Lo stesso ho fatto con i familiari che, apprezzando il mio interessamento ed il fatto stesso che li stessi informando, hanno compreso la questione. Avremmo corso il rischio che una volta approvata la delibera non avremmo ottenuto la prevista autorizzazione dalla Prefettura. A tal proposito ho anche formalmente scritto al III e IV quartiere rammaricandomi dell’impossibilità – per legge – di dare corso ad un impegno che io stesso avevo assunto. Peraltro mi meraviglia che gli stessi quartieri non siano a conoscenza di quanto dettato dalla legge e soprattutto di quanto contenuto nel Regolamento che io stesso ho predisposto (e che è all’attenzione del Consiglio Comunale) e sul quale loro stessi hanno espresso parere favorevole”.
