Se non si eliminano gli sprechi, non si può pensare al futuro
Il fallimento dell’Azienda trasporti è dietro l’angolo. E lo sarà sempre, se non si pensa a fare i conti con i costi di gestione. Lo dice oggi in una nota il consigliere comunale Pd Paolo Saglimbeni. «Prima di pensare a coprire perdite pregresse – spiega Saglimbeni – , addirittura accendendo mutui, o a seppure condivisibili e indispensabili investimenti, come l’acquisto di 32 autobus, bisogna dimostrare come si eliminano gli sprechi della gestione, altrimenti si rivedranno film già visti, come quando l’ex sindaco Providenti trasferì circa 200 miliardi delle vecchie lire inghiottiti in un baleno. O quando, acquistati nuovi autobus si scoprì che in città ne giravano sempre 30 con un costo sbalorditivo di 30 milioni di euro, perché nel frattempo altri mezzi erano stati messi fuori uso.»
Devono essere l’assessore Melino Capone e il commissario Domenico Manna a «prendere il toro per le corna e far loro un piano di rilancio, gli aziendali non sono più credibili».
E qui Saglimbeni va giù pesante: «Bisognerà dimostrare che si sta pensando a come riorganizzare il personale trasferendo gli amministrativi in soprannumero ad altre mansioni, impegnare chi passeggia, cambiare il modo di fare i turni, pensando più all’utenza che all’incremento degli straordinari, ridurre i costi in officina migliorandone l’efficienza, rientrare nei parametri regionali nel rapporto tra costo del carburante e chilometri percorsi (quelli reali, non quelli dichiarati) e via dicendo».
«Senza questi passaggi – conclude il consigliere – qualunque misura proposta sarà certamente bocciata dal Consiglio comunale e presa di mira dalla Corte dei Conti. Meglio quindi girar pagina veramente visto che non si sa già come pagare gli stipendi di settembre.»
