Lettera ai consiglieri comunali: «Non mi va di essere inserito tra gli amministratori negligenti». Amato e Calapai: «Piena disponibilità per la costituzione di un tavolo tecnico, che possa elaborare un nuovo progetto di servizi so
Dopo la bomba deflagrante rappresentata dalla relazione choc di uno degli ex commissari dell’Istituzione dei Servizi sociali Calarco, a tornare sull’argomento sono l’ex presidente dell’ente Felice Cascio, amministratore dal 2003 al 2005, e la Uil, con una nota del segretario generale Costantino Amato (nella foto) e del segretario provinciale della Fpl Giuseppe Calapai.
Cascio ha inviato una lettera a tutti i consiglieri comunali di Palazzo Zanca specificando che «non mi va di essere accomunato ed inserito in quel -fascio d’erba- di amministratori negligenti o, quel che è più grave, colpevoli di aver affossato i servizi sociali». Dopo aver elencato gli atti e gli interventi della sua gestione (dalla carta dei servizi all’assistenza domiciliare, dal recupero dall’Ausl di 1,5 milioni di euro alla rivendicata regolarità nei pagamenti, ecc. ecc.), Cascio sottolinea di «non avere lasciato debiti, perché ogni spesa era preceduta da regolare atto deliberativo ed assunzione di formale impegno. Se mi vengono attribuiti debiti, sono curioso di conoscerli, perché altrimenti o sono maturati dopo o non appartengono alla mia gestione o quei debiti non sono fondati e vanno contestati». Cascio aggiunge di non aver «mai fatto gravare sull’Istituzione alcuna indennità di missione o spese di rappresentanza, la mia gestione è stata limpida e trasparente. L’Istituzione per i servizi sociali – conclude – sotto la gestione Cascio non è stata un -carrozzone-».
Più dura la Uil sull’Istituzione in generale e sul futuro dei servizi sociali. «La Uil – si legge in una nota – da sempre ha improntato la propria politica sindacale a difesa principalmente dei cittadini utenti e dei livelli occupazionali dei lavoratori interessati. E’ chiaro a tutti ormai il totale fallimento della politica sociale nella città di Messina, che non ha saputo affrontare in maniera adeguata i gravissimi problemi che coinvolgono questo settore. Cosa ha fatto la politica messinese in questi ultimi anni? Niente! La situazione è rimasta assolutamente immutata: alcune cooperative, ad esempio, hanno continuato a gestire e a vincere inspiegabilmente le gare, nonostante non abbiano rispettato i vincoli predisposti dal capitolato, mesi e mesi di ritardo nel pagamento degli stipendi e dei contributi previdenziali, senza alcuna garanzia sul piano occupazionale».
«Non parliamo ovviamente – prosegue la nota – dei dovuti controllo di qualità o dei requisiti di accesso ai servizi, cose assolutamente importanti se si vuole dare un servizio appena decente ai nostri cittadini bisognosi di assistenza sociale. Verrebbe facile chiedersi: quali controlli le diverse Amministrazioni comunali hanno svolto nel tempo e sarebbe auspicabile inoltre sapere se risponde al vero il fatto che alcuni ospiti di Casa Serena non abbiano corrisposto le dovute rette , con notevole danno per l’erario e casse comunali. Se poi vogliamo fare qualche riflessione sulla Istituzione dei servizi sociali, la Uil da sempre ha lamentato le gravi disfunzioni dei servizi, auspicando la gestione diretta degli stessi, per garantire in maniera più efficace sia i servizi che i lavoratori. Ma sembra che le riflessioni e le proposte dei suoi dirigenti non trovino sempre ascolto, anche se ciò avviene in pubbliche assemblee ed alla presenza di giornalisti».
«La Uil – concludono Amato e Calapai – non si è mai innamorata né della gestione attraverso le cooperative , né del mantenimento in vita di quella “Istituzione-, che più volte abbiamo definito un carrozzone clientelare ad uso e consumo dei politici di turno. Siamo assolutamente convinti che bisogna fare massima chiarezza di tutta la gestione passata ed auspichiamo che la magistratura possa individuare presto tutti i livelli di responsabilità. La Uil non si limita solo alla denuncia, ma ha già dato la piena disponibilità all’Assessorato dei servizi sociali, per la costituzione di un tavolo tecnico, che possa elaborare un nuovo progetto di servizi sociali, improntato su una maggiore qualità, una puntuale efficienza del servizio, nel pieno rispetto dei diritti di tutti gli utenti e dei lavoratori».
