Lo sguardo in avanti dell'Ato Idrico di Messina: dal piano d'ambito all'affidamento del servizio

Lo sguardo in avanti dell’Ato Idrico di Messina: dal piano d’ambito all’affidamento del servizio

Lo sguardo in avanti dell’Ato Idrico di Messina: dal piano d’ambito all’affidamento del servizio

domenica 17 Ottobre 2010 - 23:25

Diversi gli obiettivi assegnati alla STO che dovrà, tra le altre cose, recuperare almeno il 40% dei crediti vantati nei confronti dei Comuni relativamente agli ultimi sette anni. Consegnato il Pot, si punta ai finanziamenti per migliorare la situazione strutturale su tutto il territorio

Dopo anni all’insegna dell’immobilismo e di una gestione finanziaria quantomeno -discutibile-, l’Ato Idrico 3 di Messina prosegue il suo cammino verso il definitivo lancio del servizio integrato sul territorio provinciale. La STO continua a lavorare su alcuni passaggi fondamentali, propedeutici al raggiungimento di questo obiettivo che dovrà essere conseguito in raccordo con gli enti locali che dall’ambito fanno parte, Provincia in testa ma senza dimenticare tutti i Comuni. Lo scorso 2 ottobre il dirigente responsabile della Segreteria Tecnico Operativa dell’Ato idrico 3 Messina, Giuseppe Santalco, ha incontrato il commissario delegato per l’Emergenza bonifiche e Tutela delle acque Dario Ticali, al quale ha consegnato il Piano Operativo Triennale 2010/2012 relativo ai settori fognario-depurativo ed acquedottistico, approvato all’unanimità nell’assemblea dei sindaci del 31 agosto scorso. La stesura di un nuovo Pot si era resa necessaria nell’ottica della sottoscrizione, entro il 15 settembre, di un nuovo accordo di programma quadro per intercettare i fondi comunitari con un programma aggiornato e più rispondente alle varie esigenze delle varie realtà territoriali provinciali. Schede che i Comuni hanno inviato in base alle proprie necessità, così come dovranno fare adesso presentando (o definendo) progetti finalizzati alla revisione del nuovo Piano d’Ambito che dovrà essere redatto entro il 31 dicembre 2010, e che consentirà una ulteriore revisione della pianificazione in ambito idrico e fognario alla luce delle effettive necessità e criticità manifestate da ciascun Centro aderente.

Altro prossimo obiettivo della Sto è l’affidamento del servizio. L’Assemblea dei sindaci si è espressa manifestando la propria volontà di puntare su una società in house a gestione pubblica, ma prima bisognerà convincere l’Authority attraverso una relazione sul contesto territoriale dal punto di vista economico, pubblico e sociale. Per seguire tale strada infatti, sarà necessaria l’attestazione di condizioni -eccezionali- che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, ed in presenza delle quali è consentito, sulla base dell’art.23 bis del D.L. n. 112/2008, procedere all’affidamento in -house providing- del servizio integrato. Nel caso in cui la proposta dovesse essere accolta, si procederebbe così alla pubblicazione di un bando ad evidenza pubblica per individuare l’apposita società di gestione. L’ipotesi profilata, apparentemente condivisa fuori dagli schemi ufficiali dall’assemblea dei sindaci, va in direzione di una realtà che nasca dalle -ceneri- della MessinAcque, nella quale dovrebbero essere integrate società come l’Amam e altre che operano nei singoli distretti.

Tra gli obiettivi gestionali affidati alla Segreteria Tecnica Operativa per l’anno 2010, sulla base dei quali gli amministratori saranno giudicati, anche il recupero di almeno il 40% dei crediti vantati nei confronti dei Comuni relativamente agli anni 2003 e 2004 e l’avvio delle procedure per gli anni successivi a seguito dell’approvazione dei bilanci. (la scorsa settimana, in tal senso, Tempostretto.it ha pubblicato tutte le anomalie nei conti recentemente analizzati dal Collegio dei Revisori, consultabili negli articoli correlati in basso).

Guardando all’attualità, nel Previsionale 2010 è prevista una spesa di 270.654,50 euro riferita ai due dirigenti assunti nel corso dell’anno (cifra inserita nella relazione del Collegio ma non confermata dalla STO), spese per incarichi di collaborazione autonoma per 180.000 (consulenze tecniche, legali e co.co.pro) e inoltre spese per 139.500euro così suddivise: 2.500euro per servizi noleggi, 20.000euro per sistemi informatici, 16.000euro per connettività hosting, 65.000euro per telefonia fissa e Adsl, 1.000euro per noleggio autoveicoli, 30.000euro per acquisto macchine, mobili ed attrezzature d’ufficio, 5.000euro per manutenzione e riparazioni.

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