Sicilia alle urne: si vota per eleggere 8 Presidenti provinciali e 144 sindaci

Sicilia alle urne: si vota per eleggere 8 Presidenti provinciali e 144 sindaci

Redazione

Sicilia alle urne: si vota per eleggere 8 Presidenti provinciali e 144 sindaci

sabato 14 Giugno 2008 - 15:45

Tre i capoluoghi in cui si elegge un nuovo primo cittadino. Si vota per tutte le Province tranne Ragusa. L'esito di queste amministrative, per i partiti, potrebbe essere cruciale anche dal punto di vista politico

Non solo a Messina si voterà domenica e lunedì. Sono infatti diversi i centri siciliani in cui i cittadini andranno alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti locali. Otto le città nelle quali verranno scelti Presidente e consigli provinciali: oltre la città dello Stretto, Catania, Palermo, Enna, Siracusa, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. Unica a rimanere fuori Ragusa.

Saranno invece 144 i Comuni interessati,per ‘elezione dei Sindaci e dei Consigli comunali, tra cui 3 capoluoghi di provincia (Messina, Catania e Siracusa). Dei 144, 37 saranno della Provincia di Messina, 27 di Palermo, 26 di Catania, 15 di Agrigento, 12 centri di Trapani, 8 di Siracusa, 9 di Enna, 6 di Caltanissetta e 3 di Ragusa. In totale saranno chiamati al voto più di 4 mila elettori.

Ma vediamo nel dettaglio i nomi dei candidati che nelle varie città si contenderanno la poltrona di primo cittadino e di Presidente della Provincia.

A Catania sfida alla Provincia tra l’europarlamentare del Pdl Giuseppe Castiglione (Centrodestra) e il sindacalista Salvatore Leotta (Centrosinistra), con Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) e Paolo Castorina come outsiders. L’uscente è il presidente della Provincia Raffaele Lombardo. Più numerosi invece i candidati per la poltrona di sindaco della città etnea. Otto coloro che sperano di prendere il posto di Umberto Scampagnini (Forza Italia): Raffaele Stancanelli (Centrodestra), Giovanni Burtone per (Pd-Pdci), Nello Musumeci (La Destra), Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova), Grazia Giurato (Lista amici di Beppe Grillo), Giuseppe Altamore (Movimento per l’indipendenza della Sicilia), Toti Domina (Liberare Catania), Francesco Condorelli Caff (Msi-Fiamma Tricolore).

A Siracusa, altro centro nel quale si voterà per i due più prestigiosi palazzi cittadini, si sfideranno Pippo Zappulla (Centrosinistra) e Nicola Bono (Centrodestra) per subentrare a Bruno Marziano, ex presidente della Provincia e oggi consigliere all’Ars, mentre per il Municipio sono sei i candidati in lizza : Roberto De Benedictis (Pd-Prc-Pdci-Idv-socialisti), Roberto Visentin (Pdl-Mpa-Udc), Giuseppe Giganti (Msi), Antonello Liuzzo (lista civica), Salvatore Carcò (lista civica) e Francesco Greco (lista civica). L’uscente è Giambattista Bufardeci, neoassessore regionale al Turismo, nominato da Lombardo.

A Palermo, per Palazzo Comitini, solo due candidati: per il centrodestra il candidato è l’ex assessore comunale Giovanni Avati dell’Udc, mentre il centrosinistra sarà rappresentato dall’ex parlamentare regionale e nazionale Franco Piro del Pd. Uscente il deputato all’Ars Francesco Musotto. Cinque i candidati invece per la provincia di Enna: Antonio Muratore (Pd), Giuseppe Giunta (Prc-Pdci), Giuseppe Monaco (Pdl-Mpa-Udc), Gaetano Valle (Rifondazione cristiana) e Giuseppe Camerino (Partito comunista dei lavoratori). Uscente Cataldo Salerno del centrosinistra.

Corsa a quattro per la Provincia di Caltanissetta tra Salvatore Messana (attuale Sindaco della città) per il Pd, Piero Lo Nigro per i socialisti, Angelo Marotta per Prc-Pdci e Pino Federico per Mpa-Pdl-Udc. Anche qui uscente di centrosinistra, Filippo Collura. A Trapani cinque coloro che puntano alla poltrona lasciata vuota dal forzista Antonio D’Alì, rieletto al Senato. Per il centrodestra ci sarà Mimmo Turano, mentre per il Pd il candidato è Camillo Oddo (Pd-Idv). A completare il quadro Salvino Mazzara (Prc), Giuseppe Malato (Lista Civica) e Michele Monastero (Partito Comunista Lavoratori).

Cinque i contendenti per la Provincia di Agrigento, in lizza per sostituire l’uscente Vincenzo Fontana (Forza Italia), -trasferitosi- a Montecitorio: centrosinistra spaccato con Giandomenico Vivacqua da una parte, Giuseppe Arnone dall’altra e Giuseppe Arnone per Idv, socialisti, Sinistra Arcobaleno e il movimento di Rita Borsellino. Eugenio D’Orsi sarà il rappresentante del centrodestra, mentre Domenico Incardona rappresenterà La Destra-Fiamma Tricolore.

A Messina, come sappiamo, per Palazzo dei Leoni concorreranno Nanni Ricevuto (Centrodestra), Paolo Siracusano (Pd-Idv-Socialisti), Giuseppe Scalisi (Forza Nuova) e Santi La Rosa (Prc-Pdci). Per Palazzo Zanca pronti in sei: Giuseppe Buzzanca (Centrodestra), Francantonio Genovese (Centrosinistra), Fabio D’Amore (Risorgimento Messinese), Filippo Clementi (Forza Nuova), Rosario Ansaldo Patti (Prc-Pdci-Autonomie Locali- Comitato Pendolari- Rete Ecologista) e Saro Visicaro (Alternativa in Movimento).

Il risultato di queste tornata elettorale sarà importante per una serie di elementi. Dopo l’esito delle politiche e delle regionali, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, diversi sono stati i discorsi e le scelte rimaste in sospeso in vista delle amministrative. Nel Pd dopo il fallimento della candidata per la Presidenza della Regione Anna Finocchiaro, molti sarebbero sul piede di guerra per le decisioni prese dai vertici locali del partito e le crepe che cominciano a manifestarsi a livello nazionale potrebbero ripercuotersi anche in Sicilia. In alcune province inoltre, sarà interessante vedere la tenuta dell’alleanza con le forze di sinistra. Banco di prova importante per il Pdl, che dopo il successo dello scorso aprile potrà -testare- la propria forza e l’onda lunga della vittoria di Berlusconi, fermo restando l’alleanza con Udc e Mpa, anch’essi sotto esame. Molteplici potrebbero dunque essere i risvolti e non solo legati all’immediato, ma anche alle conseguenze politiche che i verdetti elettorali potrebbero determinare successivamente.

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